The 10:23 Challenge 2011

Ore 10:23, parte la sfida 2011 del “suicidio omeopatico” in più di 10 paesi (Regno Unito, Australia, Olanda, Germania, Svezia, Argentina, Francia, Finlandia, Filippine, Austria, Belgio, Portogallo, Ungheria, Spagna, Messico, Sud Africa, Brasile, Svizzera, Cile, USA, Canada, Israele, Romania, Polonia, Nuova Zelanda, Norvegia, Repubblica Ceca e Antartide) e 23 città.

Questa singolare forma di protesta mira a informare la gente su cosa ci sia davvero nei medicinali omeopatici e la risposta è data dal motto della sfida: “Homeopathy: there’s nothing in it”, ovvero: “Omeopatia, non c’è niente dentro”.

Generalmente si crede che i rimedi omeopatici siano rimedi naturali, magari fatti con erbe curative. In realtà l’omeopatia si basa su diluizioni così spinte da far sì che alla fine non ci sia più niente nel medicinale, a parte “acqua fresca”.

L’omeopatia nasce intorno agli inizi del 1800 grazie a Samuel Hahnemann, il quale credeva al principio similia similibus curantur, ovvero il simile cura il simile. Hahnemann sosteva, in pratica, che per curare una malattia o un malessere si dovesse assumere in bassissime dosi una sostanza che, generalmente, provoca nell’organismo gli stessi sintomi che si vogliono eliminare. Come dire che per curare l’insonnia bisogna assumere, con le corrette diluizioni, caffeina. Le diluizioni di Hahnemann, però, sono tali da non permettere a una qualsiasi sostanza di conservare una certa efficacia.

Nella pratica omeopatica si è infatti soliti usare diluizioni centesimali generalmente indicate con la sigla CH. Un grammo di sostanza sciolto in 100 ml di acqua rappresenta la prima diluizione centesimale ovvero 1CH; un centesimo di grammo sempre in 100 ml costituisce la 2CH e così via. E’ possibile dimostrare con un calcolo relativamente semplice che alla trentesima diluizione centesimale la concentrazione del farmaco è pari a quella che si otterrebbe sciogliendone 1 grammo in un volume di liquido pari a circa 714 milioni di miliardi di volte il volume del Sole.
Si tenga inoltre presente che per alcune specie chimiche, come il mercurio, si utilizzano soluzioni che arrivano alla 100 CH o addirittura alla 200 CH. In altre parole è possibile affermare che nei rimedi omeopatici, una volta effettuate le diluizioni, non esiste più alcuna molecola del farmaco in questione ed essi sono letteralmente indistinguibili dall’acqua pura.

Ad un congresso CICAP, il prof. Luigi Garlaschelli diluisce secondo procedimento omeopatico dell'inchiostro rosso, e con gran soddisfazione ne beve l'ultimo preparato (a sinistra nella foto)

Come dice giustamente James Randi, utilizzare un farmaco omeopatico per il mal di testa equivale a “buttare due aspirine dentro il lago Tahoe, mescolare bene con un bastone, aspettare una paio d’anni perché si dissolva bene e poi prendere un sorsino di quell’acqua”.

Detto così l’omeopatia appare in tutta la sua assurdità, eppure tutt’oggi, 200 anni dopo esser stata inventata, continua ad esser largamente utilizzata e i prodotti omeopatici sono venduti addirittura in farmacia. Questo perché, come potranno testimoniare coloro che li usano, effettivamente funzionano. E la scienza ci insegna che bisogna accettare qualsiasi fenomeno, anche se non riusciamo a spiegare come funziona o ci sembra assurdo, purché sia accertato. Questo è del tutto giusto, e i vostri amici non mentono quando vi dicono che il mal di testa gli passa davvero prendendo un medicinale omeopatico. Il problema è che non considerano l’effetto placebo.

Ad oggi, non esistono ancora sperimentazioni rigorose che consentano di affermare che l’omeopatia abbia una qualche efficacia non spiegabile con l’effetto placebo.

Perché allora dir di no all’omeopatia? Vi rimando al sito ufficiale dell’evento (in inglese), dove è spiegato chiaramente: Why You Can’t Trust Homeopathy.

In Italia, dopo lunghe discussioni in cui sono stati analizzati i pro e i contro di una iniziativa come quella del “suicidio omeopatico”, si è deciso di non aderire a tale evento mediatico: non siamo per i gesti estremi, il nostro obiettivo principale è quello di informare, perciò coglieremo l’occasione per un approfondimento sul tema con articoli che verranno pubblicati lunedì 7 febbraio sulla nostra rivista online Query e su OggiScienza. Qui e qui i rispettivi annunci.

Fonti e approfondimenti:

Dallo speciale su QueryOnline & Oggiscienza:

1. Che cos’è l’omeopatia, su quali principi si fonda e quali sono le principali critiche che la comunità scientifica le rivolge. Un po’ di storia per capire di che cosa stiamo parlando.

2. Per rispondere alla domanda principale (l’omeopatia funziona?) dobbiamo capire che cos’è e come si progetta un trial clinico. Quali sono gli strumenti che utilizzano i ricercatori per mettere alla prova i farmaci e quali sono i principali problemi a cui vanno incontro.

3. Come si è arrivati storicamente al concetto di sperimentazione clinica. Un altro po’ di storia.

4. L’omeopatia funziona? Vediamo assieme i risultati di vent’anni di studi sui rimedi omeopatici.

5. Un caso esemplare: il rapporto Donner, uno studio faranoico voluto dai nazisti per dimostrare l’efficacia dell’omeopatia. Che cosa ci ha rivelato? Ce lo racconta Jan Willem Nienhuys.

6. Da dove arriva e quando è stato introdotto nel lessico il termine “omeopatia”? Un’analisi “culturomica”.

7. “Almeno non fanno male”. Davvero?

8. Andiamo a vedere là dove gli scettici hanno deciso di ricorrere a “gesti estremi”. Che cosa succede in Inghilterra?

Altri blogger

21 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Davide Di Mauro
    Feb 05, 2011 @ 11:08:04

    Da ieri è partita anche la raccolta firme contro l’amputazione e il successivo ri-alloggiamento dei genitali femminili, da presentare alle Nazioni Unite se t’interessa ecco il sito http://www.npwj.org/it

    Rispondi

  2. Trackback: Salute e Medicina » The 10:23 Challenge 2011 « A little Skeptic
  3. Gifh
    Feb 05, 2011 @ 14:19:32

    Rispondi

  4. Franz
    Feb 05, 2011 @ 15:41:16

    Io di solito non uso medicinali, perché so che se da una parte guariscono dall’altra guastano altre cose.
    Eppure ci sono persone che anche se nulla hanno si imbottiscono di medicinali.

    Rispondi

    • Pasquale
      Feb 05, 2011 @ 19:07:58

      Idem, non ne prendo mai, ma ho amici che ne fanno incetta, anche se hanno starnutito una volta volta!

      Rispondi

    • Giuliana Galati
      Feb 07, 2011 @ 15:51:47

      Non bisogna prendere medicinali inutilmente, ma quando sono necessari è meglio prenderli perché di solito i benefici superano gli eventuali effetti collaterali!🙂

      A volte assumere rimedi omeopatici può evitare che vengano ingeriti medicinali che possono essere pesanti o a lungo andare dannosi per il nostro organismo … ma credo sia giusto fare corretta informazione su cosa c’è davvero nelle boccette dei rimedi omeopatici!

      Rispondi

  5. Guido Botteri
    Feb 05, 2011 @ 19:25:32

    Non sono d’accordo. Mio figlio è stato curato con molti metodi, e ha reagito meglio con quello omeopatico. Effetto placebo ? Perché a quello si e agli altri no ?
    Mio figlio è disabile al 100 %, non parla, non cammina, non può nemmeno avvantaggiarsi delle classice carrozzine da disabili, perché cadrebbe, per cui gli facciamo costruire apposite carrozzine costruire su di lui.
    Non mastica, per farlo bere dobbiamo usare il cucchiaio. Non può giocare perché non coordina occhio e mani. Insomma ha quasi solo occhi per vedere e orecchie per sentire. L’unico uso che fa delle mani (qualche rara volta) è scuotermi di notte quando ha bisogno di essere girato (non si sa girare da solo), ma quasi sempre mi comunica questa necessità lamentandosi. Il suo segnale di ok è la fine dei lamenti, il silenzio, per cui usa il silenzio per comunicare qualcosa di positivo, cosa che rende difficile capirlo.
    Così, se si lamenta, non mi resta che fare una alla volta tutte le cose che potrebbe volere, girare il cuscino, la tovaglietta, dargli da bere, se ha sete.
    Se ha qualcosa di diverso da comunicare sono dolori.
    Guarda bla televisione, e se ci sono scene di violenza gira la testa dall’altra parte. Gli piace la musica, le trasmissioni allegre, le belle ragazze, le scazzotatte alla Bud Spencer, i cartoni animati, e insomma tutto ciò che ispira risate ed allegria.
    Ebbene, qualcuno mi spieghi che tipo di effetto placebo può aver fatto funzionare la cura omeopatica che ha fatto, e non le altre.
    Ecco perché sono comunque perplesso.

    Rispondi

    • Giuliana Galati
      Feb 07, 2011 @ 16:00:34

      Dispiace molto anche a me per tuo figlio. Non posso sapere per quale ragione i metodi omeopatici hanno funzionato meglio di quelli tradizionali, ma per quanto disabile tuo figlio non è immune dall’effetto placebo (e direi per fortuna, dato che è il placebo è in sè un “medicinale” potentissimo!).
      A volte bastano dei particolari insignificanti perchè un medicinale abbia più effetto rispetto ad un altro: il suo sapore, il colore della pillola, il mezzo con cui viene somministrato, la quantità di somministrazioni al giorno… ma anche le aspettative di chi lo somministra (per una corretta sperimentazione è sempre necessario effettuare un test in doppio cieco).
      Per avere un’idea della potenza dell’effetto placebo guarda il video di Ben Goldacre “The placebo effect” che ho linkato nel post.

      Rispondi

  6. Rosa
    Feb 05, 2011 @ 19:56:23

    Ma poi la chiesa li scomunica?? :-p

    Rispondi

  7. Gifh
    Feb 05, 2011 @ 20:47:00

    @Guido Botteri
    Sono molto dispiaciuto per suo figlio, ma l’effetto placebo è tremendamente efficace, oltre che reale, molto più di quanto ogni farmaco omeopatico possa mai aspirare.
    Consiglierei questa lettura, emblematica e molto toccante: http://medbunker.blogspot.com/2011/02/la-mente-il-cancro-il-misterioso.html

    Rispondi

  8. roberto rilletti
    Feb 06, 2011 @ 23:48:31

    Non capisco questo post. Hai un interesse personale ad affermare quanto dici? Sei un’informatrice del farmaco? Una di quelli che passano mazzette, tra gli altri, al medico di mia madre per imbottirla di dodici farmaci al giorno al fine di curare gli effetti collaterali che man mano le si producono con gli altri undici?
    Penso di no. Quindi basta, ti prego, basta ripetere cose che non conosci.
    L’effetto placebo il mio gatto non lo conosce, neppure le mie piante, credo (puoi dimostrarmi il contrario?), idem i miei tre figli ai quali non ho mai detto ‘prendi questo che guarisci’. Perlomeno non quando erano appena nati, io credo.
    Eppure si sta bene, da tredici anni. Mai vaccinati, eppure più sani di tanti (davvero tanti) poveri bambini che vengono riempiti di medicinali allopatici i cui effetti nocivi riscontrati nelle sperimentazioni vengono sistematicamente (questo lo sai, vero?) nascosti.
    Guardo con grande pena questi bambini affetti da allergie continue, continue bronchiti, eruzioni cutanee di ogni tipo, palese debolezza dovuta, io credo, da eccessivo uso di farmaci per una minima forma di malattia o presunta tale.
    Non parlo solo per me, parlo della mia famiglia, di tanti conoscenti, amici non certo creduloni, per lo più scettici quanto te, persone che hanno avuto il bene di essere pazienti bene informati e ben curati da ottimi medici più curiosi di te e non da stregoni. Pazienti con tumori conclamati, epatiti, RCU, di tutto. Ora in ottima salute (non guariti, attenzione, ‘curàti’).
    Da una parte ci sei tu, scettica, dall’altra io, ancora più scettico di te, ti assicuro, da sempre, verso l’omeopatia.
    Tredici anni fa, però, ho dovuto ammettere che, se una cosa funziona non devo essere così stupido da escluderla solo perché non la capisco. Infatti non capisco neppure l’aspirina e neppure gli antibiotici (tu sai esattamente cosa fanno i farmaci che ingoi? Ti limiti al bugiardino? Andiamo bene…).
    Bene, è tutta acqua fresca. Ma perché rompere le palle a chi si cura con l’acqua fresca? Paura di che? Quote di mercato rosicate? Non ti chiedi come mai questa volontà di diffondere la paura dell’omeopatia? Paura di un bicchiere d’acqua fresca?
    Pensaci, chi ti scrive è una persona, non un invasato e neppure in interessato che ti riporta esperienze reali, non frutto di allucinazioni collettive.
    Spero che il futuro ti permetta di indagare le cose, non solo questa, con maggiore apertura mentale.
    Per il resto, fa ciò che vuoi, ma disinformare gratuitamente non è di certo la cosa migliore che puoi fare nel tuo tempo libero.

    Rispondi

    • Francesco
      Feb 07, 2011 @ 11:04:18

      Caro Roberto,
      ciò che spinge me a volere una corretta (e scientifica) informazione sull’omeopatia è l’uso da parte della maggioranza delle persone di due pesi e due misure. Se una grande industria del farmaco decidesse un giorno di immettere sul mercato una nuova categoria di farmaci, di cui nessuno (NESSUNO) conosce nemmeno vagamente i principi di funzionamento, che presenta prove di efficacia (se sottoposta a un trial clinico) perlomeno evanescenti e sperimentandola quindi direttamente sull’uomo, come reagirebbe la gente? Si fiderebbe tanto facilmente?
      Tu forse non conosci il principio di funzionamento di un antibiotico o dell’aspirina ma puoi facilmente trovare studi scientifici che ne dimostrano l’efficacia e ne pesano glie effetti collaterali; e un medico potrebbe spiegarti come funzionano e dimostrarlo.
      Il bello della scienza è proprio che è ripetibile da chiunque (con la giusta attrezzatura)!
      Inviterei te, che accusi di ignoranza e faziosità la blogger, a informarti sui danni che l’astensione dalle vaccinazioni può provocare (tra cui il primo bambino inglese morto di morbillo dagli anni 90).
      Inoltre se gli effetti avversi sono tenuti nascosti tu come fai a sapere che esistono? Ne hai le prove o accusi di truffa centinaia di persone così, per sentito dire?
      Cosa intendi per “curàte”?
      Se la gente vuole curarsi con un placebo (i cui effetti sono stra-dimostrati e più potenti di quanto comunemente si pensi) ben venga, non ha effetti collaterali e costa meno di un farmaco.
      C’è una lunga discussione etica in atto in ambito medico, ma personalmente sono favorevole a sostituire i calmanti di mia nonna con un integratore di vitamine. Per esempio.
      Mi dà solamente fastidio che qualcuno lo venda vantandone inspiegabili proprietà al limite del magico e ci guadagni parecchio.
      Se hai dei motivi razionali, che vanno oltre l’esperienza personale e il sentito dire per affidarti alle cure omeopatiche ben venga (e se hai voglia rendimene partecipe), in caso contrario è fede, e discutere è inutile.

      Per Giuliana, complimenti vivissimi per il blog, subito aggiunto ai feed!
      da un collega🙂

      Rispondi

    • Giuliana Galati
      Feb 07, 2011 @ 16:14:34

      Gent.mo signor Riletti,
      posto che ovviamente non sono pagata dalle multinazionali farmaceutiche per scrivere ciò che scrivo, non ritengo di aver fatto cattiva informazione scrivendo questo post nel mio tempo libero.
      Poichè comunque il mio tempo libero è poco, non posso rispondere punto per punto ad ogni affermazione da Lei fatta nel Suo commento, ma la rimando ai vari articoli che ho appena linkato nel post, dove troverà tutte le risposte che cerca.
      Aggiungo solo che, se Lei è davvero convinto dell’efficacia dei rimedi omeopatici al pari delle cure tradizionali, può partecipare (o seguire l’eventuale partecipazione delle industrie che vendono prodotti omeopatici) alla sfida di James Randi, che mette in palio un milione di dollari per chiunque potrà dimostrare, in condizioni controllate (ovvero seguendo un protocollo che prevede una sperimentazione in doppio cieco), di riuscire a distinguere una diluizione omeopatica da un bicchiere di acqua fresca o dimostrerà un’efficacia del prodotto non dovuta esclusivamente all’effetto placebo.
      Come vede, finanziariamente parlando, converrebbe di più dimostrare l’efficacia dell’omeopatia piuttosto che il suo contrario.
      Prevedo, però, che nessuno riuscirà a vincere quel milione di dollari già in palio da tanti anni…

      Rispondi

  9. roberto rilletti
    Feb 07, 2011 @ 22:47:53

    Buongiorno a voi. A tutti gli effetti, non riuscirei mai a dimostrare scientificamente l’efficacia di un rimedio (se così fosse, quel milione di euro mi farebbe gola), faccio un altro mestiere.
    Riguardo le vaccinazioni, i miei figli non sono mai morti di nulla, si sono fatti le loro belle malattie sopravvivendo sempre, forse grazie alla fortuna di tutti quelli che si fanno curare da medici solo tramite rimedi omeopatici, rimedi che, per quanto non dimostrato, si sono sempre comportati egregiamente, come ho già scritto.
    Per non passare per scriteriato, sottolineo che i miei figli vengono regolarmente e da sempre seguiti da un’ottima pediatra israeliana, del tutto contraria all’omeopatia (consiglia antibiotici ad ogni colpo di tosse).
    Da lei dipendiamo per tutto, visite ogni sei mesi e se qualcuno sta male, è lei che visita. E’ consapevole che non prendiamo i medicinali che lei indica e l’unico commento che fa è: se funziona, non posso dire nulla, ma non condivido. Da tredici anni. Quando si dice la coerenza.
    Rispondo di nuovo all’effetto placebo: trovate voi l’efficacia di un placebo sulle piante e facciamo il pari con il milione di euro. Siete in tanti e ben motivati, questa sì che sarebbe una sfida.Io i rimedi li uso anche con le piante (non una, ho un orto), infatti, e funzionano (giuro che non parlo mai loro di quello che gli rifilo).
    Un altro punto: il fatto che nessuno abbia dimostrato scientificamente l’efficacia, non può negare che su me, la mia famiglia e tante altre persone, funzioni. Non per effetto placebo. Funziona e basta. So che è difficile crederlo quando si leggono solo studi. Esiste, però, la vita vera che è il caso di non sottovalutare.
    Quindi, da un lato è corretta la volontà sacrosanta di dimostrare l’efficacia, dall’altro ci vorrebbe il rispetto verso chi dice che una cosa funziona perché ha funzionato, non per effetto placebo o perché siamo psicolabili.
    Non parliamo dei sei mesi di tumore, parliamo di anni.
    Se anche fosse effetto placebo, beh, a questo punto sarebbe certo meglio di qualunque altro medicinale al mondo.
    La differenza tra guarire e curare non è sottile. La guarigione è intesa come la totale guarigione dalla presunta malattia. Curare la persone è inteso nella loro totalità.
    Sono sato diagnosticato in più di una occasione e da più di una struttura ospedaliera di una malattia cronica (ho consultato più d’un medico, normale iniziale negazione). Per tutti, avevo quella malattia. Quindi, ero malato davvero.
    Per quattro anni mi sono fatto di un medicinale che non vi dico, un semplice mantenimento. Smesso quello per un solo giorno, recidiva immediata e cruenta.
    Poi, per motivi altri rispetto a tale patologia, ho conosciuto un omeopata che non ballava la macumba sotto un cedro come fanno in tanti (anche se io lo pensavo).
    Ho cominciato a seguire un mio rimedio, io del tutto scettico ma motivato dal costo della prima visita. Mi sono detto: ormai ho speso 70 euro, proviamo sta boiata. Del tutto scettico, la mia salute è piano piano migliorata, fino alla completa ‘estinzione’ della malattia cronica (mi scuso per la terminologia sicuramente fuori contesto).
    A seguito di ciò (parlo ormai di nove anni fa), i medici che mi seguivano hanno gridato al miracolo. Tutti. Buffo, no? Per loro è più probabile il miracolo che non il funzionamento di un rimedio omeopatico, immaginate voi come siamo messi bene nel settore sanitario.
    Il risultato assurdo è che nessun medico mi vuole dichiarare sano, nessuno dice che sono più malato e io mi porto inciso nella ‘fedina’ ASL che sono malato, perché la scienza ufficiale non può dichiararmi sano. Non è previsto. Un paziente dichiarato malato di una malattia ritenuta cronica non ha diritto a essere dichiarato sano anche se lo è.
    Miracolato sì, sano no.
    Tralasciio altri aneddoti, non cambiano il quadro generale.
    Sul perché gli omeopati non collaborino, me lo chiedo anche io e l’ho chiesto al mio. Dice che non c’è possibilità di dimostrarlo con l’approccio che si usa per l’allopatia, dal momento che l’omeopata una medesima sintomatologia la cura con rimedi differenti a seconda del paziente (per chi si cura con l’omeopatia questa è un’ovvietà, per l’allopatia è una semplice bestemmia).
    Comunque, sempre piacevole ascoltare e leggere punti di vista differenti. E scriverne. Anche con il poco tempo di cui tutti si dispone.

    Rispondi

    • Giuliana Galati
      Feb 08, 2011 @ 00:42:10

      >i miei figli non sono mai morti di nulla

      Fortunatamente, la mortalità (infantile e non) nel nostro Paese è decisamente bassa. E non bisogna mai dimenticare che il nostro organismo è una “macchina fantastica” in grado, a volte, di “ripararsi” da sola. Certo, una gamba amputata non ricresce, ma una ferita si rimargina da sè, indipendentemente da eventuali rimedi omeopatici (giusto per fare un esempio in grado di far capire il concetto che volevo esprimere).

      >trovate voi l’efficacia di un placebo sulle piante e facciamo il pari con il milione di euro.

      Nel senso che ci dà lei un milione di euro?😛

      >Siete in tanti e ben motivati, questa sì che sarebbe una sfida.
      >Io i rimedi li uso anche con le piante (non una, ho un orto), infatti, e funzionano (giuro che non parlo mai loro di quello che gli rifilo).

      Per verificare che sia proprio il rimedio omeopatico a funzionare bisognerebbe effettuare un test in doppio cieco. Ad esempio si prendono 20 piante il più possibile uguali tra loro, a 10 si somministra il prodotto omeopatico e alle altre 10 no. Le piante devono poi essere tenute nelle stesse condizioni per il periodo di tempo necessario affinchè il prodotto faccia – eventualmente – effetto. Quindi un’altra persona dovrebbe essere in grado di distinguere le piante curate con il prodotto omeopatico da quelle che non hanno ricevuto trattamenti. Se il numero di associazioni esatte è superiore a quelle previste dalla statistica allora il caso si fa interessante.
      Credo che il CICAP, se si riuscisse a predisporre l’esperimento, sarebbe ben lieto di effettuare tale sperimentazione (non sarebbe la prima che viene effettuata, finora senza esito positivo).
      Io, non disponendo di un adeguato spazio, nè di una serra o un orto, putroppo non posso cimentarmi nell’esperimento al momento.

      >Se anche fosse effetto placebo, beh, a questo punto sarebbe certo meglio di qualunque altro medicinale al mondo.

      Personalmente sono convitissima che il placebo sia un medicinale potentissimo da tenere in grande considerazione e non sono affatto contraria al suo sfruttamento fino a quando viene fatto da medici in condizioni controllate.

      Riguardo alla sua storia personale non mi pronuncio: non ho elementi a disposizione per farlo e anche se li avessi non ne avrei le competenze, dato che non sono un medico!

      >Comunque, sempre piacevole ascoltare e leggere punti di vista differenti. E scriverne. Anche con il poco tempo di cui tutti si dispone.

      Certamente! La ringrazio per aver espresso le sue opinioni sul mio blog. Il confronto, quando fatto con toni moderati e civili come in questo caso, è sempre altamente costruttivo.
      Mi scuso per il poco tempo a mia disposizione… è un problema per cui, purtroppo, non posso far niente. Vorrei diluirlo omeopaticamente ma.. non ci riesco!😉

      Rispondi

  10. Trackback: Omeopatia: gli altri blog
  11. Maria_Myrback
    Feb 11, 2011 @ 00:20:39

    The JREF petition to get homeopathy out of stores is still available for signing here: http://www.change.org/petitions/tell-retail-pharmacies-to-come-clean-about-homeopathic-products

    Please take action. You CAN make a difference.

    Rispondi

  12. Davide Di Mauro
    Feb 17, 2011 @ 00:12:14

    Rispondi

  13. Trackback: Tu chiedi, Google ti risponderà « A little Skeptic

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