Abduction (parte I)

Post n°22 pubblicato il 28 Settembre 2009

Tag: abduction, adotti, alieni, Corrado Malanga

Adotti” :

commenti ad una conferenza di Corrado Malanga sui rapimenti alieni

(parte prima)

Alcuni amici mi hanno chiesto di guardare il video di una conferenza di Corrado Malanga sull’“abduction” e voglio riportare qui quel che penso a riguardo. Il video lo potete trovare al seguente link:
http://video.google.it/videoplay?docid=8895015581804952718&ei=6zVVSuOWIZOY2AKKp6GTCA&q=malanga&hl=it#

Innanzitutto chi è Corrado Malanga?
Il professor Corrado Malanga, ricercatore e docente di Chimica Organica presso l’Università di Pisa dal 1983, si interessa dell’esplorazione nel campo degli oggetti volanti non identificati da quasi quarant’anni. Attualmente i suoi interessi sono rivolti alla problematiche legate ai Rapimenti Alieni (abduction), che studia mediante tecniche di ipnosi regressiva e Programmazione Neuro Linguistica.

 

Corrado Malanga, all’inizio della conferenza, spiega di lavorare con le persone sotto ipnosi e di aver scritto anche un libro per, sue testuali parole, “pescare” altri adotti e applicare su di loro le sue metodologie. Dopo il primo caso, per studiare il quale è stato necessario un anno e mezzo di lavoro, per gli altri dice che sono state sufficienti 3 ore di seduta.

Le persone analizzate sono state circa 100, non tutte, ammette lui stesso, esaminate a fondo e non tutte risultate veramente vittime di abduction. Ma se tutti, sotto ipnosi, riferiscono le stesse cose, egli ritiene che, su base statistica, il fenomeno sia vero.

Tralasciando il fatto che non viene specificato quale sia il numero reale di casi ben esaminati su cui si baserebbe questa certezza statistica, bisogna premettere che è ormai scientificamente accettato che l’ipnosi non sia un metodo valido per ottenere delle affermazioni attendibili. E non bisogna scordare che Malanga è un chimico, non uno psichiatra esperto di ipnosi!
Ci sono interessanti pubblicazioni riguardo l’ipnosi e i danni che questa può causare sulle persone che si sottopongono a questi trattamenti. Consiglio a questo proposito la lettura dell’interessantissimo libro di Giuliana Mazzoni intitolato “Si può credere a un testimone? La testimonianza e le trappole della memoria”. Il libro, molto chiaro, parla soprattutto di quanto sia influenzabile e fallace la nostra memoria, ma spiega anche come è possibile indurre falsi ricordi nelle menti dei soggetti ipnotizzati, causando ricordi di rapimenti alieni o di violenze subite da bambini. Ricordi, però, assolutamente falsi che il soggetto, dopo la seduta, non sa distinguere dai ricordi veri. In pratica, sotto ipnosi, è possibile far dire e ricordare qualsiasi cosa al soggetto ipnotizzato.

Sapendo questo non è neanche necessario proseguire nell’ascolto della conferenza, ma se qualcuno, come la sottoscritta, avesse proprio voglia di continuare ne sentirebbe delle belle.

Da tutte le persone ipnotizzate, che alla fine della conferza sono diventate “centinaia” (mentre all’inizio erano meno di cento), Malanga è riuscito a scoprire cosa vogliono da noi gli alieni, cosa fanno agli adotti, i loro piani per il futuro e addirittura come è nato l’universo. E, come tocco finale, c’è anche il complotto con a capo Bush, coalizzato con gli alieni.

Ma andiamo per ordine.

Spiega Malanga che ci sono quattro livelli.

PRIMO LIVELLO

Il primo motivo per cui gli alieni rapiscono gli umani è la riproduzione. Essi infatti non possono riprodursi autonomamente, ma devono utilizzare il nostro DNA! Dai maschi adotti prelevano sperma, mentre alle donne introducono un tubo negli organi genitali col quale inseriscono qualcosa nel suo corpo. Dopo 3 o 4 mesi la donna viene nuovamente rapita dagli alieni e stavolta dal tubo esce qualcosa. Cito dal racconto di Malanga che riporta le descrizioni di una donna: <>.

E’ simpatico pensare che questo essere esca dalla donna direttamente infilato in una bottiglietta!

I soggetti raccontano di aver stazionato in una stanza detta “dei feti”, piena di bottiglie di vetro con dentro dei feti immersi in un liquido, con ganci e tubicini. Questi feti non erano umani: erano più piccoli, avevano un numero di dita diverso (per la precisione sei) e colore diverso.

Facciamo a questo punto un po’ di considerazioni su quanto sostiene Malanga: gli alieni non possono riprodursi e si riproducono attraverso di noi. Io mi chiedo: ma se non possono riprodursi, come hanno fatto gli alieni ad arrivare fino a noi e a sopravvivere fino a quando non hanno capito che potevano riprodursi attraverso di noi?? Malanga non si pone la mia stessa domanda. E ancora mi domando: se usano lo sperma maschile e le ovaie femminili, in che modo si riproducono loro? A voi non sembrerebbe più che altro una sorta di fecondazione assistita? Come mai invece nascono degli alieni? Malanga non lo spiega.

Ovviamente ci sono anche delle “prove” di queste gravidanze, come la testimonianza di una donna, rimasta incinta senza avere avuto rapporti sessuali, la cui gravidanza dopo due settimana era già al terzo mese. E, come nei migliori film, la corrente va via solo in quella sala operatoria dell’ospedale proprio mentre i medici tentano di operarla e in quel mentre gli alieni la riportano sulla loro astronave per prelevare il feto prima che sia troppo tardi. Che disdetta!

Da altri ricordi, si nota che ci sono importanti analogie tra gli alieni e i sumeri. Alcuni adotti infatti riescono, tramite complicate tecniche di ipnosi, a parlare addirittura nella lingua degli alieni. Si scopre così che, proprio come i sumeri, gli alieni hanno una numerazione in base sei, che comprende i numeri 1, 2, 3, 4, 5 e lo 0. Come è noto, ricorda infatti il professore, la cultura sumera deriva da quella aliena!!!


SECONDO LIVELLO

Il secondo livello riguarda la ricerca dell’immortalità da parte degli alieni.

Una bambina adotta, racconta di una significativa frase detta da un’aliena: “noi ci dobbiamo volere bene perché noi viviamo attraverso la vostra testa”, mentre un altro adotto riporta il seguente colloquio:

alieno: – “noi mettiamo i nostri corpi dentro la vostra testa”
adotto: – “non si possono mettere dentro una macchina?”
alieno: – “no, una macchina si rompe, la vostra testa no.”

Da questo Malanga deduce che gli alieni vogliono…l’immortalità! E per averla utilizzano il seguente metodo: l’alieno prende il soggetto, mette nella mente del soggetto quella di un alieno morto e il soggetto va avanti e cresce con questa mente, che però è ad accesso negato e vi si può accedere solo tramite altre complicate tecniche di ipnosi. Quando il signore muore viene ripresa la memoria e messa in un alieno piccolino, tant’è vero che gli alieni appena nati sanno già tutto e non devono andare a scuola. Il ricordo e le esperienze, infatti, non vanno perdute in questo modo. Il processo viene ripetuto e ogni persona scelta avrà nel suo cervello tutte le memorie degli alieni ma anche le memorie degli altri trasportatori, ed ecco spiegata anche quella che alcuni pensavano fosse la reincarnazione.

A pensarci bene, essendo questo processo infinito, non voglio neanche immaginare la confusione e il mal di testa che avrà il malcapitato a cui viene immessa nella testa la memoria di tutti i trasportatori e di tutti gli alieni precedenti!

Malanga poi si lancia in un approfondimento sulla compatibilità tra umani e alieni con non pochi errori circa alcune delle conoscenze fondamentali del corpo umano e non c’è bisogno di essere medici per comprendere che ciò che dice non ha assolutamente senso.

Malanga si rende conto che la maggior parte degli addotti (non tutti) è Rh- o aveva grande percentuale di fattore rh- in famiglia e aveva memorie aliene di indiani d’america, celti, sumeri, sardi, tutte popolazioni con grande percentuale di fattore Rh-. La popolazione si divide tra quelli che hanno il fattore Rh+ e quelli che hanno il fattore Rh-. I primi, secondo Malanga, sono quelli che discendono dall’australopiteco Lucy, mentre i secondi non viene specificato da chi discendano. Rh- significa che manca il fattore Rh, che, a quanto ne sa Malanga, è una proteina che impedisce al sangue di agglomerarsi e diventare, cito testualmente, “come yoghurt”, causando la morte della persona. Ma dunque… come fanno a vivere le persone Rh+?? Non dovrebbero morire? Eppure l’85% delle persone sono Rh+!!! Malanga prosegue spedito e sicuro di quel che dice. E gli alieni, si chiede, che Rh avranno? Ma negativo, ovviamente! Non discendono mica dalle scimmie! E cercano persone che siano compatibili con loro. Ecco perché gli adotti sono Rh-!


TERZO LIVELLO

Passiamo al livello numero 3, in cui le contraddizioni sono innumerevoli.

Alcuni adotti descrivevano una strana stanza, detta la stanza “del forno” o “delle matriosche”. Ecco in sintesi il racconto di ciò che accade in tale stanza: gli adotti venivano fatti entrare in un cilindro che veniva chiuso con dentro dell’acqua, c’era molto caldo, era buio. Nel cilindro c’era un oblò e si poteva vedere fuori. L’alieno di turno è alto 2.80 metri ed è un anfibio. Al paziente viene addirittura una crisi cardiaca quando rivede, durante l’ipnosi, il “serpentone”, cioè questo alieno-anfibio. Ad un certo punto si accende la luce e il soggetto dall’oblò vede un suo clone che si muove nel suo stesso modo. La perdità d’identità, dice Malanga, porta al panico e al suicidio. Tuttavia poco dopo inizia a ragionare sul fatto che la copia viene rimandata sulla Terra e l’originale rimane agli alieni. Ma l’originale non era morto?

Perché fare una copia della persona, si chiede Malanga? Semplice: se il soggetto muore gli alieni perdono tutta la memoria e per evitare questo disastro fanno un backup e la conservano. Ma siccome si sa che le copie delle copie vengono male, gli alieni tra le due persone preferiscono  tenersi poi l’originale in modo da poter fare altre copie.

Contraddizione numero uno: nel livello 2 Malanga aveva affermato che la memoria veniva trasferita alla morte della persona. Come mai adesso gli alieni temono di perdere tutta la memoria alla morte della persona?

La domanda successiva che si pone Malanga è: come si fa a sapere se la persona sotto ipnosi è l’originale o la fotocopia? Essi infatti sono identici. Ma gli alieni hanno fatto un errore: c’è infatti un solo punto in cui la memoria della copia è diversa dall’originale, il modo di entrare nel cilindro. E dalle testimonianze si riscontra che le persone sono in realtà le copie.

Curiosità: ma la copia non viene quindi creata in quel momento? Per avere memoria di come era entrata nel cilindro doveva esistere già da prima! E come faceva ad esistere prima della clonazione? Se esisteva già gli alieni devono aver trovato un modo per “creare” dal nulla le persone… a che pro quindi prendere quelle sulla Terra??

A questo dettaglio Malanga non pensa.

 (continua al post successivo…)

 

Link originale: http://blog.libero.it/littleSkeptic/7740895.html

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