TEDxArendal: a great adventure!

A metà luglio, mentre tornavo a casa devastata da una cena troppo abbondante, mi arriva una mail.

Dear Giuliana,

We are wondering if you might be interested in giving a talk about your
work on our stage, TEDxArendal in September this year? Our event is on
September 8 and 9.

La mail continuava con numerosi dettagli sull’evento, che non facevano che crescere l’ansia e lo stupore. Per due notti non ho dormito e non sapevo se accettare o meno. I TED sono per me l’apice della divulgazione, ne ho visti a dozzine, e parlare a un TEDx era uno dei traguardi che, da poco più di un anno, mi ero data nella vita. Uno di quei traguardi irrealizzabili, che avrei cercato di realizzare “da grande”.

I TED talk hanno caratteristiche ben precise: durata tra i 3 e i 18 minuti, generalmente lingua inglese, fruibilità per un vasto pubblico. E anche uno scopo ben preciso: diffondere idee “worth spreading“, cioè che valga la pena diffondere, e “inspire people“, cioè essere fonte d’ispirazione.

Ero pronta già adesso? Sarei stata all’altezza? Il mio argomento era degno delle loro aspettative?

Alla fine ho accettato, ma solo perché ho pensato che certe occasioni vanno prese al volo. Ancora non sapevo esattamente a cosa andavo in contro…

PREPARE your talk • BOOK YOUR TRAVEL and tell us about it • DEADLINE slides August 25th • LAST ONLINE REHEARSALS August 30th • REHAERSE AS NEVER BEFORE and BE your talk • SLEEPLOVE your beloved ones • WE love you • YOU are going to do great at TEDxArendal • Have a safe travel • See you soon

Agosto è stato un mese delirante. A impegni lavorativi (e non) già presi precedentemente si è aggiunta la preparazione del talk. La più complicata che avessi mai affrontato.

Per fortuna gli organizzatori di TEDxArendal non mi hanno lasciato sola, ma hanno seguito passo passo la preparazione: il canovaccio del talk, le slide, le immagini… e una volta che tutto era pronto è iniziata la fase peggiore: “rehears, rehears, rehears as you never did before”. Inutile dire che dopo qualche giorno ero già stufa di ripetere. Mi svegliavo e dopo colazione ripetevo, camminavo ascoltando l’audio del talk, prima di andare a letto lo ripetevo di nuovo… La nausea!

Finalmente è suonata la sveglia alle 4.40 della mattina del 6 Settembre: rotta verso Arendal con 3 aerei, corse forsennate per non perdere le coincidenze e un’ora di auto. All’aeroporto trovo ad attendermi Tina, la mia Ambassador: ogni speaker, infatti, aveva come riferimento un volontario pronto ad accoglierci, farci sentire a nostro agio, aiutarci di fronte a qualunque problema, rispondere alle nostre richieste.

Arendal è un piccolo paesino, molto carino. La location del TEDx è un teatro moderno, enorme e bellissimo, di fronte a cui sono stati costruiti per l’occasione due dome (qui un video dall’alto). 150 volontari lavorano alla riuscita dell’evento e noi speaker siamo trattati e considerati come vip. Tre giorni passano in fretta, tra dressed rehearsal, cene con gli altri speaker, gli organizzatori e gli sponsor, pioggia quasi ininterrotta e un meraviglioso giro in barca tra i fiordi non appena il Sole ha fatto capolino.

Infine arriva il 9 sera, con la seconda e ultima sessione di talk, in cui è programmato anche il mio.

Dietro le quinte, nella green room riservata agli speaker, c’è un’atmosfera tesa ma gioiosa. Divani, frutta, cioccolata, patatine, cibo vario e bibite a disposizione (ma chi aveva fame con tutta quell’ansia??), uno psicologo pronto a rassicurarci e sostenere eventuali crisi d’ansia, truccatrici e camerini a disposizione per chi voleva concentrarsi e preferiva rimanere in isolamento. E poi, finalmente… il mio turno.

Inutile dire che al momento di entrare sul palco stavo cadendo e ho rischiato di fare un’entrata a sorpresa in scivolata. Non so come, ma sono riuscita a recuperare l’equilibrio, solo che il cuore, che già batteva all’impazzata prima, ha raddoppiato la velocità del battito, e per tutto il talk mi sentivo in trance, sopraffatta dal numero di persone che mi circondavano, dato che anche sul palco c’erano tre gradinate per lato con ulteriore pubblico. Il teatro era tutto pieno, mi hanno detto che c’erano almeno 750 spettatori. Le gambe non hanno mai smesso di tremare, mentre cercavo di muovermi con nonchalance sui tacchi.
Mentre ero su quel palco, nonostante tutta l’ansia, mi sono sentita per la prima volta “grande”. Non nel senso di brava, ma nel senso di adulta. Il sogno che volevo realizzare “da grande” era lì, sotto i miei piedi, e forse era lì perché, senza accorgermene, all’improvviso non ero più una ragazzina agli occhi degli altri e miei.

E… sono sopravvissuta!!! Finito il talk sono rientrata dietro le quinte e gente dello staff mai vista prima mi abbracciava calorosamente complimentandosi. La foto che segue non sarà quella in cui sono venuta meglio, ma è l’unico ricordo che ho della gioia immensa nel rientrare nella green room dopo il talk e unirmi a chi aveva stampato in viso l’aria rilassata di chi ormai ha finito!

…. End ….
23:30 – 01:30 Afterparty: meet the other speakers, the audience, hang out, dance, mingle, relax and enjoy!:) You’re done! You survived! Life is good.

Adesso, anche se sono passati un po’ di giorni e mi sembra sia passata una vita, non mi resta che ringraziare tutti, in ordine sparso, in varie lingue e sperando di non dimenticare nessuno…
[I really want to thank many of you, in random order, in different languages, and I hope not to forget anyone… and sorry if the post was in Italian!]

  • James, none of this would have happened if it wasn’t for you! Sometimes there are lucky and improbable coincidences in life and meeting you has been definitely one of these. Thank you also for changing the direction of my talk at the very last: it has been really challenging, but then I felt much more satisfied by it!
  • Céline, you’re a great organizer! Thanks for having followed the preparation of my talk… I’ll never forget you accepted to do a skype call at 8 am on Sunday in August!
  • Tina, the best ambassador ever! You’ve been fantastic, taking care of me like a friend, even if we had met just a couple of hours before!
  • Linda, Jenni and Marzia: you all helped me a lot improving my English grammar and my bad pronunciation… Grazie per la vostra infinita pazienza!
  • All the other speakers: you were all great and your talks were really inspiring! It has been very nice to share this adventure with you, including the anxiety before the talk and the joy after it! We all survived!
    Special greetings to some of you: Guro, that now is too young to solve the big gender problems in science research field, but with her battle for small changes is really trying to make the difference, and her fantastic parents; Sartaj, even if he didn’t show us his long hair, he impressed everyone with the combo “I’ll do a workshop on death and a talk on kamasutra!”; Miguel, with the incredible story of ThePancakeBot and the special, super tasty, TEDx pancakes; Jokke, that said he found more scary to go on the TEDx stage than jumping into the void wearing a wingsuit; the sweet Rachel; Oskar, not only a speaker but also the psychologist behind the scenes, ready to solve speakers’ panic attacks; Lene Marie for the strength she hides inside and her inspiring words; Dave, the boat trip mate; Angela, that -unfortunately for her- is not italian; Nancy that inside is younger than me, even if she was the older on stage; Håkon, that as me was “robbed” from the airport security for just extra 25ml; Svein, the best friend of the Lion King, and his wife; Anne Lise and her husband; Mozhgan; Svend; Karen; Venke; Aase Helene; Mike; and the others with whom I didn’t have chance to chat so much.
  • All the presenters, especially Yvonne, that wrote my presentation
  • Thanks to ALL the 150 volunteers, including the ones that I’ve never met, the ones that built the domes and did tons of stuff I don’t even imagine. This event was great and if Arendal has become one of the best TEDx is also because you’re a great team!
  • A special thanks goes to all the ambassadors, to the volunteers behind the scenes, to the ones I talked with or that helped me in something: I remember all of you, even if it’s hard to cite everyone.
  • Grazie a Paolo, per avermi fatto appassionare ai TED (e quindi, indirettamente, aver innescato la serie di eventi che mi ha portato fin qui) e per tutti i suggerimenti su come migliorare dal punto di vista comunicativo
  • Last, but not least, grazie agli amici e colleghi, che da ogni dove hanno tifato per me, mi hanno dato consigli, hanno seguito il mio viaggio e si sono sorbiti i miei racconti pieni di entusiasmo

 

E adesso? Dopo questa esperienza sono diventata TEDx-Addicted. Non ho ancora un nuovo obiettivo per quando sarò grande, ma so che voglio ripetere l’esperienza!

“What we can learn from neutrinos is that particle physics connects us all”

 

Ps. il video non è ancora disponibile, quando lo sarà lo linkerò anche se mi vergogno tantissimo. Promesso!

AGGIORNAMENTO 17/10/17: Ecco il tanto atteso video.. ma solo perché ve l’avevo promesso: https://www.youtube.com/watch?v=wtoDRhWD5RA.

Fatemi sapere che ne pensate!

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