Abduction (parte II)

Post n°23 pubblicato il 28 Settembre 2009

Tag: abduction, adotti, alieni, Corrado Malanga
(continua dal post precedente)

Adotti” :

commenti ad una conferenza di Corrado Malanga sui rapimenti alieni

(parte seconda)

QUARTO LIVELLO

Il quarto livello è il più profondo: si parla dell’anima, che sarebbe posseduta solo da alcuni esseri umani e sarebbe molto ambita dagli alieni, che invece ne sono sprovvisti. Essi tenterebbero infatti con tutte le loro forze di rubarci l’anima, ma senza successo.

Riporto qui un dialogo tra l’ipnotizzatore e l’adotto sotto ipnosi:

adotto: -“sono una luce della luce però non si vede, sono una matrice di punti di luce”
ipnotizzatore: -“L’uomo ha l’anima?”
adotto: -“No, siamo noi l’anima”
ipnotizzatore: -“Tutti gli uomini hanno l’anima?”
adotto: “No, solo alcuni, gli altri sono gusci vuoti.”

Assodato su queste basi che solo alcuni uomini possiedono l’anima, Malanga si chiede cosa distingua un uomo dotato di anima da un “guscio vuoto”. La risposta non poteva essere più ovvia (e priva di senso): un campo elettromagnetico!

L’anima, infatti, non si può “agganciare” a tutti, ma solo a quelli che hanno un DNA particolare, la cui particolarità sta nel centro e dipenderebbe da un enzima transferase terminale, di cui a dir il vero non so le caratteristiche, ma prometto di approfondire quanto prima. Le descrizioni del DNA vengono fatte da un magazziniere e da una impiegata, che secondo Malanga, non potevano assoloutamente conoscere così in dettaglio il DNA da farne addirittura uno schizzo e che quindi sicuramente riferivano attingendo alla memoria aliena. A me pare che un magazziniere e una impiegata possano con grande probabilità riuscire a fare lo schizzo del DNA, anche solo per averlo visto in qualche pubblicità o programma televisivo. Tra l’altro il disegno del DNA era un “compito a casa” e il risultato era alquanto approssimativo, come dice lo stesso Malanga.

Ma vediamo un po’ come avviene questo tentativo di furto dell’anima. Gli alieni-serpentoni prendono il DNA degli adotti, che sono dotati di anima e vengono scelti proprio per questo motivo. In seguito modificano il loro DNA, prendono l’anima e cercano di metterla in un serpentone. Questo avviene in una stanza energetica in cui l’anima è inizialmente bloccata. L’anima viene poi scaricata in una stanza dove c’è il serpentone e avviene una lotta tra l’anima e il serpente, che risultano essere incompatibili. Prova di tutto questo è il ricordo, negli adotti, di essere stati serpenti per un po’. L’anima poi, visto che non riesce a rimanere nel serpente, viene rimessa nell’essere umano, che in realtà è la copia.

Se gli alieni riuscissero a prendere l’anima avrebbero la vita eterna, concetto diversissimo, sottolinea Malanga, dall’immortalità! Diverso in cosa non saprei dirvelo perché lui non lo esplicita.

Nel cosmo, a quanto pare, noi saremmo gli unici ad avere l’anima. E aggiungerei: accidenti come siamo fortunati!! E pensare che gli scienziati ipotizzano universi paralleli solo perché appare improbabile che il nostro sia l’unico universo esistente…
L’ultima parte della conferenza è un insieme di parole scientifiche e pseudoscientifiche messe in ordine sparso. Per me, che studio fisica, è stato come ascoltare a lungo il rumore delle unghie che graffiano sulla lavagna.

Cerco di riportare qui parte del discorso, con alcune mie riflessioni.

Esistono quattro tipologie di uomini: i gusci vuoti, gli uomini con l’anima, quelli con anima e spirito, e quelli che hanno solo lo spirito. Ma come? Non c’erano solo due tipologie fino a poco fa? E che differenza ci sarebbe tra anima e spirito? Perché gli alieni non sono interessati allo spirito ma solo all’anima? Sarebbe interessante saperlo, ma Malanga non ce lo spiega e continua cercando di dare un senso scientifico alle sue teorie metafisiche.

Da un punto di vista geometrico e matematico le quattro tipologie hanno una loro precisa identificazione. Nel video non si vede bene, ma immagino che Malanga disegni degli assi cartesiani mentre spiega che rappresentano il campo elettrico, che rappresenta la gravitazione, lo spazio, che rappresenta il campo elettrico e tempo che rappresenta il campo magnetico. Non chiedetemi che c’entri il campo elettrico con la gravitazione, perché lo spazio sia il campo elettrico e cosa abbia a che fare il campo magnetico col tempo. Non so dirvelo perché per me non ha assolutamente senso. La grande deduzione di Malanga consiste nell’introdurre un altro asse, chiamato C, che è l’asse della coscienza.

Da qui si parte per comprendere addirittura la nascita dell’Universo! L’universo nasce dall’operatore rotazione, che per Malanga è un operatore come l’addizione e la sottrazione (mbah). A seconda dell’asse attorno al quale ruota, il punto crea un campo elettrico, magnetico o gravitazionale.

Nel momento in cui il primo punto, che è un Dio, comincia a ruotare, abbiamo l’acquisizione della coscienza. Il punto poi, cito le parole dell’esperto, “crea tutto il resto per dividersi in tutte le sue possibili essenze, cioè forme di rotazione: il vuoto, il pieno, l’acqua, il tavolo… allo scopo di guardarsi”. Alla fine c’è la degenerazione in un unico punto, che è dotato di coscienza. Ma, continua Malanga, questo va contro il principio della conservazione della rotazione, cioè dell’energia, cioè dello spin e la rotazione lungo l’asse della coscienza diminuisce e aumenta quella sugli altri due assi. E procede ancora dicendo che “lo spazio e il tempo vettorialmente costruiscono una cosa che è contro l’asse della coscienza ed è la conoscenza: l’universo rinuncia ad essere cosciente per aumentare la sua conoscenza, che è la somma dei vettori fino a quando c’è solo conoscenza e non coscienza.” Mi piacerebbe illustrare a Malanga cos’è un vettore, ma dubito ne avrò il piacere. Siccome il concetto risulta incomprensibile un po’ per tutti, Malanga spiega: “all’inizio Dio ha la coscienza, ma non sa come esiste, di cosa è fatto etc, quando ha accesso alla conoscenza, per un problema vettoriale, la coscienza finisce. Dio non può sapere come è fatto se sa che è, ma non può sapere che è se sa come è fatto.” Una specie di principio di indeterminazione di Heisenberg, dice Malanga.

Ogni cosa ha il suo posto nello spazio quadrimensionale appena costruito: l’anima, ad esempio, non sa cos’è il tempo, ma dipende solo dalla coscienza, dal campo energetico e dallo spazio. Essa è una matrice di punti di luce. Il corpo fisico, invece, dipende dall’energia potenziale perché pesa (ma l’asse dell’energia potenziale quando si è creato?), dallo spazio e dal tempo. Lo spirito “ha coscienza di sé ed è nello spazio tempo, cioè è un campo elettromagnetico con coscienza di sé, cioè l’essere di luce”…O_o
Insomma, studiando gli alieni Malanga dice di aver non solo capito non solo cosa volevano gli alieni, ma anche di aver scoperto che gli alieni vogliono delle cose che noi non sapevamo neanche di avere! E cioè?? L’anima è un concetto che è sempre esistito nella filosofia e nella metafisica!!

Abbiamo poi appreso che alcuni di noi sono diversi perché possiedono l’anima, mentre altri sono solo gusci vuoti e Malanga è in grado di riconoscerli guardando il loro chiasma ottico. Per chi non lo sapesse, il chiasma ottico è situato nella parte inferiore del cervello, immediatamente sotto l’ipotalamo ed anteriormente all’ipofisi ed è la sede del parziale incrocio (decussazione) tra le fibre nervose costituenti i nervi ottici. Non viene spiegato quale dovrebbe essere la differenza tra il chiasma ottico di una persona dotata di anima e quello di una che ne è sprovvista, né se questo provochi dei disturbi alla vista…

“Di gusci vuoti oggi ce ne sono un casino!” ride Malanga. E ammetto di non sapere come può lui essere così sicuro di non essere tra quelli.
E citando testualmente lo stesso Malanga: “il guscio vuoto in pratica è un corpo senza coscienza, cioè un coglione.”
Gli esseri di luce, invece, sono persone “che entrano nel tuo corpo per fare esperienze nel corpo.” Gli esseri di luce vogliono il corpo perché non ce l’hanno. E da ciò Malanga evince che alcuni signori, cioè esseri umani con un corpo e con un’anima (o meglio matrice di punti di luce), hanno tutti e quattro gli assi e sono il meglio. L’alieno non vuole solo prendere il DNA, utilizzarlo per riprodursi eccetera, ma vuole anche prendere l’anima. Noi, infatti, siamo meglio degli alieni perché gli alieni non hanno l’anima. E di conseguenza noi abbiamo una potentissima arma. Infatti se si chiede ad uno in stato di ipnosi come far smettere gli alieni risponde “con la religione”, perché essa è la sola ad aumentare il proprio io. L’ego diventa così forte che l’alieno non può fare altro. In molti casi soggetti religiosi sono riusciti a bloccare lo stato di abduction semplicemente pregando.

E alla fine della conferenza si arriva alla “verità” e c’è pure Bush di mezzo, alleato con gli alieni affinchè tutti diventino scemi e si favorisca così il furto dell’anima. Questo si fa ad esempio attraverso messaggi subliminali. E’ stato ampiamente dimostrato, tuttavia, che i messaggi subliminali non riescono ad influenzare in alcun modo le menti di chi li vede/ascolta, tuttavia questo argomento meriterebbe una trattazione a parte e mi limito ad accennarlo.

Ci sono poi, afferma Malanga, dei microchip che per ora sono stati impiantati nei cani e nelle mucche, ma ben presto verranno messi anche nei bambini con la scusa di ritrovarli se si perdono. Gli alieni collaborano quindi con i capi umani perché anche i politici vogliono l’immortalità, e per questo sono in accordo con gli alieni-serpentoni.

Un incubo insomma.

Come lo stesso Malanga ammette, lui pesca un po’ dell’ipnosi, un po’ dalla fisica, un po’ dall’archeologia, un po’ da quello che dicevano gli antichi egiziani… un po’ da tutto insomma, ma, aggiungo io senza alcuna base scientifica di quanto afferma e una serie di evidenti contraddizioni.

Link originale: http://blog.libero.it/littleSkeptic/7740901.html

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