Se un giorno un giornalista sportivo…

Nel paese di Italianolandia ci sono due squadre di calcio: i Pallapappa e i Bombitondi. In una importante partita, i Pallapappa segnano 4 gol nel primo tempo e 1 nel secondo tempo, mentre i Bombitondi, evidentemente non in formissima, rimangono a zero. I 5 gol di vantaggio fanno sì che i Pallapappa vadano in serie A.

Il giorno dopo, su un quotidiano ad ampia tiratura nazionale, nella sezione sportiva una giornalista (donna) racconta la partita, scrivendo che i Pallapappa hanno segnato 1 gol nel secondo tempo, che sommato ai 4 gol del primo fa sì che che raggiungano l’importante traguardo della serie A. Poi però scrive anche che in tutto il campionato i Pallapappa hanno segnato solo un gol. Fa un po’ di confusione tra rigore e calcio d’angolo e infine correda il suo articolo con la foto della vittoria della Juventus, nota squadra di un altro continente.

Ora, voi tifosi che leggete questo articolo non vi sentireste rimescolare le budella e non vi lamentereste dell’incompetenza della giornalista, chiedendovi chi l’ha assunta (sarà stata sicuramente una raccomandata) e perché il giornale non la licenzia visto che non dà informazioni corrette?

Però qualcuno potrebbe dirvi: “Suvvia, perché ti scaldi tanto? In fondo non cambia la vita se sul giornale ci sono informazioni sbagliate su una partita di pallone… e poi è una donna, cosa può saperne di calcio? Al massimo avrà notato che i giocatori avevano magliette di colori diversi abbinati in modo pessimo! I cronisti che hanno commentato i 90 minuti avrebbero potuto aiutarla e spiegarsi meglio.”
“Ma.. ma come scusa, se uno fa il giornalista sportivo non dovrebbe capirci qualcosa di quello che scrive?”
“Sì, dovrebbe, ma in Italianolandia questa è solo una utopia!”
“E poi non è che siccome è donna automaticamente non può capirne di calcio e dobbiamo scusarla! Se ha deciso di fare quel mestiere (o si è ritrovata a farlo) potrebbe almeno informarsi meglio, chiedere al suo vicino d’ufficio che ne capiva di più perché anche lui era calciatore e tutti sanno che non si perde una partita, o per lo meno consultare ciò che era già stato pubblicato su internet in abbondanza…” e mentre discutete col vostro amico notate che su un altro giornale come foto hanno scelto quella di uno stadio vuoto, di rugby però. Il sangue nelle vene ribolle sempre più.

Basta farsi un giro su internet per leggere un bel po’ di articoli sulla partita fatti bene, scritti in modo semplice, senza errori, né foto sbagliate. E gli autori non sono nemmeno giornalisti. Sono giovani (non solo maschi) che hanno tanta passione e invece di uscire a farsi una birra dopo la partita, si sono seduti davanti al pc e hanno scritto il loro articolo, in cambio di nulla, gratis. E prima di pubblicarlo sul loro blog, che sarà letto probabilmente da meno persone rispetto al quotidiano a tiratura nazionale, hanno chiamato un paio di amici presenti allo stadio per assicurarsi di ricordare bene chi avesse tirato il rigore, e il secchione dei tempi del liceo perché ne corregga la grammatica, e poi la mamma perché gli dicesse se capiva cosa era successo durante l’incontro pur non avendo mai visto una partita in vita sua. E vien fuori un articolo proprio bello. Dignitoso.

“Ma quante storie!”, vi fa l’amico che non si sa perché continua a difendere la giornalista che per voi è solo una scansafatiche che non merita i soldi che guadagna, “Devi sapere che secondo alcuni il prerequisito per scrivere alla portata di tutti è non sapere nulla dell’argomento che si sta trattando.”

Baby-Facepalm

FACEPALM

E infatti, secondo questa logica, nelle scuole per insegnare chimica bisognerebbe scegliere persone che la chimica non l’hanno vista nemmeno alle medie, così è sicuro che sapranno spiegarla benissimo, no? E per insegnare calligrafia un analfabeta.. il ragionamento non fa una piega!

Invece il conoscere a fondo un argomento, così a fondo innanzitutto da saperne i concetti in modo corretto, e in secondo luogo da saper distinguere cosa è indispensabile comunicare e cosa no, come semplificare ciò che è troppo complicato, senza che la semplicità implichi un’informazione parziale o sbagliata, è un peeessimo presupposto per essere capiti da tutti.

“Conoscere a fondo un argomento non significa saperlo spiegare”

Giusto. E infatti non tutti lo fanno e sanno farlo. Però alcuni sì. E altri hanno imparato. Altri ancora, invece, hanno studiato quel che basta per riuscire a capire di cosa sta parlando l’esperto, e sono specializzati nel fare da tramite tra l’esperto e il grande pubblico. Una sorta di traduttori, e i traduttori, per svolgere il loro compito, di lingue devono saperne due, non solo una. Sono questi “traduttori” che io chiamerei “giornalisti”.

L’Italianolandia è un paese dove le cose funzionano un po’ alla rovescia, o meglio, in tanti campi non funzionano proprio. Però il calcio è importante e io ci scommetto che la giornalista sarà stata licenziata e sostituita da un’altra giornalista, più scrupolosa e dedita al suo lavoro. Per fortuna si trattava di calcio, perché se invece si fosse trattato di un articolo della pagina scientifica non se ne sarebbe importato nessuno.

Chi segue il mio blog, o mi segue su facebook, o mi ha incontrato nelle ultime settimane sa bene da cosa è scaturito questo post, anzi, non appena l’avrà intuito si sarà messo le mani tra i capelli pensando: “ma ancora con questa storia??? Non è la prima volta che succede e non sarà nemmeno l’ultima, possiamo mica alzare tutto questo polverone per ogni articolo di un giornalista disgraziato?”. In effetti no, però stavolta l’ho fatto, perché era un argomento che mi riguardava da vicino e che potevo giudicare facilmente. Me la sono presa con un quotidiano in particolare, ma ce n’erano anche altri su cui si poteva stendere un velo pietoso.
Se sono tornata ad affrontare la questione è perché dopo la pubblicazione del primo articolo ci sono state un po’ di discussioni con conoscenti e amici (che ringrazio per il tempo dedicatomi), che mi hanno fatto riflettere e portato a elaborare questa metafora.

Ora, ultime precisazioni:
– può darsi che il mio discorso, rivolto a un ipotetico unico autore degli errori, vada suddiviso in più persone, nel caso in cui, per esempio, a scegliere le immagini di un articolo non sia l’autore stesso. La colpa non si dimezza in tal caso, ma raddoppia per chi doveva solo scegliere l’immagine e non ha saputo fare nemmeno quello;
– può darsi (dubito fortemente, ma la situazione delle redazioni dei giornali è tragica), che il giornalista inetto sia uno stagista non pagato. In tal caso sono comunque stupita del fatto che non ci si rivolga a qualcuno più bravo che già scrive gratis e che un giornale pubblichi articoli mal fatti. E rimprovero il quotidiano per lo sfruttamento dei suoi dipendenti come stagisti e tutte quelle altre cavolate che si inventano per sfruttare le persone disperate senza pagar loro uno stipendio.

Come avrete capito, il mio dente nei confronti di certi “giornalisti” è ancora parecchio avvelenato….. e lo sarà sempre fino a quando vedrò gente in gamba che fa cose gratis e gente indegna pagata (probabilmente) nonostante faccia male il proprio lavoro. Che poi, guarda caso, la gente indegna non si firma nemmeno.

Tu, giornalista di Repubblica, sai contare?

ATTENZIONE: questo è un articolo polemico. Ma giustamente.

15 giugno 2015. Con un seminario presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, la Collaborazione OPERA annuncia di aver osservato la quinta interazione di un neutrino di tipo tau all’interno di un fascio di puri neutrini mu. Questo risultato porta la significatività dell’esperimento a 5.1 sigma, il livello richiesto per dichiarare una scoperta. Risultato importante quindi. Di cosa significhi tutto questo scriverò in modo più approfondito tra un paio di giorni. (Aggiornamento: potete leggere il mio articolo a riguardo qui)

Alcuni giornali dedicano un po’ di spazio alla notizia. Repubblica per esempio:

Schermata 2015-06-16 alle 16.25.52

Schermata 2015-06-16 alle 15.55.32

Lasciamo perdere il titolo, che fa apparire un neutrino alla stregua di un alieno o uno zombie. Ma si sa, ci vuole un titolo accattivante per attirare i lettori, e poco importa se è un po’ fantasioso.

Ma tu, “giornalista” della sezione Scienze di Repubblica, mi spieghi come puoi corredare un articolo sull’esperimento OPERA con la foto del rivelatore di Super Kamiokande, un esperimento che si trova in Giappone?
Sai usare Google immagini? Ti insegno: vai su http://www.google.it e selezioni “Immagini”. Poi scrivi qualche parola chiave, per esempio in questo caso “esperimento OPERA”, per dire una cosa semplice e rimanere sul vago.

Schermata 2015-06-16 alle 16.36.31

Queste sono le prime immagini che appaiono se faccio la suddetta ricerca e, bravo Google, sono tutte immagini che riguardano l’esperimento OPERA. Scegli quella che ti piace di più, poi siccome sei un giornalista, e un giornalista verifica sempre ciò che pubblica, dovresti verificare che l’immagine che hai scelto sia effettivamente dell’esperimento OPERA, e non magari della chiesa OPERA pia, che si sa Google è bravo, ma non può sostituirsi al tuo intelletto.

Oppure, per differenziarti dalle ricerche che si fanno per le tesine delle scuole elementari, potresti andare sul sicuro sul sito dell’esperimento e sfogliare la gallery, messa lì a disposizione anche per te: http://operaweb.lngs.infn.it/spip.php?rubrique3.

Che fatica, eh!

Chissà che percorso contorto hai fatto per pescare una foto che non c’entra nulla.

Ma andiamo avanti, perché la tua bravura vien fuori verso la fine del breve articolo, quando, dopo aver scritto:

Schermata 2015-06-16 alle 15.55.42

appena 7 righe dopo continui dicendo:

Schermata 2015-06-16 alle 15.55.42

UNO SOLO?

Benedetto figliolo, stiamo festeggiando l’osservazione del QUINTO evento di neutrino tau. L’hai detto tu che il primo era stato osservato nel 2010, ma ce ne sono voluti altri quattro per dichiarare la scoperta. 1+4=5.

E 5 ≠ 1. Se tu hai 1 mela e io ho 5 mele, NON abbiamo lo stesso numero di mele, giusto?

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Ora, se non si fosse capito, leggere questo “articolo” mi ha innervosito molto. Mi innervosisce non solo perché contiene informazioni sbagliate, senza nemmeno coerenza interna, e sbagliate non perché sono concetti difficili che un profano magari può faticare a comprendere e rielaborare in un articolo (diciamolo, hai proprio fatto un lavoro coi piedi), ma anche perché sei lì a occupare un posto come “giornalista scientifico” al posto di qualcun altro che, magari, sa contare e usare google immagini.

Domani a Comunicare Fisica

Dall’8 al 10 Ottobre, presso la Città della Scienza di Napoli, si terrà una Conferenza-Workshop nazionale sulle tematiche e sulle metodologie della comunicazione della fisica e delle altre scienze.
L’evento è organizzato dall’INFN insieme alla Città della Scienza di Napoli.

Data la mia passione per la divulgazione non potevo certo lasciarmi sfuggire l’appuntamento!

L’amico e collega di Scientificast Andrea Bersani avrebbe dovuto presentare un talk dal titolo: “Rigore scientifico e appeal per il pubblico nei post di Scientificast“. Purtroppo però, per motivi di lavoro non potrà venire (sob :'() e perciò dovrò sostituirlo io.
Il buon Andre, domani, avrà una voce femminile! :D

L’idea alla base del talk è di condividere l’esperienza maturata sul campo con il blog di Scientificast nella comunicazione della fisica e quindi illustrare innanzitutto quali sono i principi su cui ci basiamo e il modo  il cui lavoriamo, per poi passare in rassegna alcuni  articoli valutandone i punti di forza e i punti deboli.

Spero il pubblico trovi il talk interessante, altrimenti… dirò di lamentarsi con l’assente Andre!!

 

Domenica col morto all’università

La domenica mattina dovrebbe essere dedicata al riposo, soprattutto se durante la settimana ti sei alzato sempre alle 6.30. E invece no.

Disegno di Elena Triolo (http://www.facebook.com/StorieDisegniCaroteECannella)

Questa ero più o meno io stamattina alle 7. E sì, c’era anche “lavoro” nella lista di cose da fare durante la giornata, anzi, era al primo posto. Ma tanto (magra consolazione) i miei adorati vicini e i loro figlioletti insonni urlanti avevano già agito da pre-sveglia e alle 8 e un quarto, mentre mi apprestavo a uscire di casa, se la godevano con un po’ di musica a tutto volume.

Lavoro e domenica sono due parole che non vanno tanto d’accordo, ma non sto scrivendo questo post per lamentarmi (è stata una mia decisione), bensì per raccontarvi di quanto siano pericolosi i dintorni dell’Università dopo il sabato sera.

Arrivo davanti ai cancelli dell’Università, che ovviamente sono sbarrati. Nessuno in vista che dall’interno possa aprirmi. Chiamo un numero di telefono che mi è stato dato credendo sia quello del guardiano che fa la ronda. Scopro invece che si tratta del centralino della ditta di sorveglianza e dopo una serie di inquietanti messaggi registrati in cui mi avvisano e mi ripetono sino alla nausea che la mia telefonata sarà registrata come previsto dalla legge blablabla, finalmente qualcuno mi risponde. Si incaricano di chiamare il guardiano di turno e farlo arrivare all’ingresso. Intanto è già passato un quarto d’ora.

Mentre sono lì fuori che aspetto, continuo a osservare una strana macchina ferma in mezzo alla strada, per di più in discesa:

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All’interno del veicolo c’è un uomo immobile, capo chino e bocca aperta:

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E’ morto? Dorme? La sua faccia sembra quella di un alieno travestito da umano, anche se questa somiglianza non potete apprezzarla per via della scarsa qualità della foto.

Secondo quanto dichiarato dal guardiano di turno era già lì quando lui è arrivato. Mentre mi accompagna in auto fino al dipartimento di fisica, percorrendo una serie di chicane in salita e in discesa a tutta velocità, il guardiano mi tranquillizza dicendo che secondo lui si muove e quindi è vivo.

Quando uscirò vi farò sapere se è ancora lì o se la polizia ha ormai circondato la zona!

 

Welcome back home! – ovvero: PhD-Trottola-Time

Ciao a tutti! Sono tornata!

Sono secoli che non scrivo su questo blog, e di questo vi chiedo perdono! Potrei scusarmi dicendo che sono stata un po’ impegnata con gli ultimi esami, la laurea, i concorsi di dottorato, il trasferimento in una nuova città, l’inizio del dottorato a Napoli… e quel po’ di forze che mi rimanevano le ho dedicate a progetti molto più grandi come quello di Scientificast, nato come podcast (il preferito dal popolo del web, come testimonia la vittoria dei MIA Awards!), cresciuto come blog e diventato anche Associazione culturale! E’ stato un periodo intenso e allo stesso tempo pieno di soddisfazioni ..

Recentemente, però, mi è tornata una gran voglia di riprendere a scrivere su questo blog, di raccontarvi della mia vita di dottoranda.
Ecco, sento già nella testa l’eco dei lamenti dei miei amici che leggendo quest’ultima frase esclamano: “CHEPPPALLLEEEEE..” e magari hanno pure ragione. La vita di una dottoranda può essere monotona e ripetitiva. Ma gli ultimi due mesi sono stati tutto tranne che questo, tant’è che più che “dottoranda” mi sarei definita “trottola”.

Ho sempre dichiarato fermamente che, data la mia passione per i viaggi, mi sarebbe piaciuto fare un lavoro che mi consentisse di viaggiare tanto.. Eccomi accontentata!
Questa è la prima volta, da fine luglio, che dormo nel mio letto per 7 giorni di fila…

Il 31 luglio, infatti, ho salutato il laboratorio per tornare a casa e godermi una settimana di vacanze. Siccome però era l’unica settimana a mia disposizione in quei giorni ho fatto: Bari – Maglie (LE) – Roseto Capo Spulico (CS) – Bari. Disfa il borsone con telo mare e costume, prepara il valigione con giacca a vento e maglioni e si vola verso Edimburgo (con scalo di una notte a Roma), destinazione finale St. Andrews, piovosa piccola cittadina della Scozia in cui il principe William ha conosciuto la sua Kate, e dove proprio nelle due settimane centrali di agosto (SGRUNT!) era stata organizzata una Summer School sui Neutrini. Così per due settimane sono stata costretta a seguire corsi dalla mattina alla sera, con la sciarpa di lana addosso, mentre su fb pubblicavate le vostre belle foto delle grigliate in spiaggia (no, non vi volevo bene in quei momenti!). In compenso ho scoperto che i ragazzi in kilt sono veramente sexy.

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Finita la scuola sono rientrata a Napoli, il giorno dopo ho fatto un salto a Bari per depositare valigione da 24kg con i maglioni e prendere la valigia dimensioni Ryanair in previsione dei viaggi successivi. Un salutino in Calabria alle cuginette prima che ripartissero e poi di nuovo a Napoli. E’ l’ultima settimana di Agosto e quasi tutti i miei colleghi sono già tornati a lavoro.valigia-di-cartone

1 Settembre: si parte alla volta di Capri (“finalmente una meta estiva! Finalmente sole e mare!”, speravo), per il Meeting di Collaborazione dell’esperimento in cui lavoro. Previsioni del tempo: grandine, temporale, diluvio universale. Arriviamo a Capri sotto una pioggerellina leggera, l’ideale per scaricare computer fissi e attrezzature varie e trascinarle a piedi per le viuzze in salita di Anacapri! Per fortuna per il resto della settimana il tempo è stato quasi sempre bello, consentendoci qualche bagno tra una sessione e l’altra del meeting.

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Non faccio in tempo a tornare a Napoli, il sabato pomeriggio, e a rifare la valigia che la domenica all’alba devo già ripartire. Destinazione: La Morra, provincia di Cuneo. Un viaggio lunghissimo per arrivare nelle terre del Barolo, dove ho deciso di seguire una scuola sulla comunicazione della scienza. E’ un’altra settimana intensissima, ma felice. Relatori che mi riempiono la testa di spunti, idee ed entusiasmo, compagni di classe simpaticissimi che provengono da realtà tanto diverse. La voglia di cambiare il mondo della divulgazione.

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Il venerdì riparto un po’ a malincuore. Rientro a Bari per il weekend, il lunedì rieccomi a Napoli.

Seguono giorni intensissimi di lavoro perché il lunedì successivo è già ora di ripartire alla volta di Ginevra, di cui però non vedo nulla. La nostra meta è infatti il CERN e da lì non usciremo mai. Arrivare per la prima volta al CERN per un fisico è una grande emozione, anche se dal finestrino dell’auto non si vede niente di che, ma senti il cuore che batte e sei lì col naso schiacciato sul finestrino come se ti stessero portando nel paese dei balocchi. Ovunque ti volti vedi giovani di nazionalità diverse che fanno gruppetto e chiacchierano generalmente di fisica. Dopo mezza giornata ti sembra tutto piuttosto normale.
Nei giorni passati al CERN ho visto solo: il piccolo ufficio di OPERA dove abbiamo lavorato giorno e notte, la mensa tre volte al dì, la stanza dell’ostello (poco, mediamente 5 ore a notte), un capannone adibito a sala conferenze.

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Giovedì, nel tardo pomeriggio, io e Annarita, l’altra dottoranda del gruppo, con la quale ho condiviso tutti i viaggi precedentemente descritti tranne uno, siamo ripartite perché il giorno dopo all’ora di pranzo dovevamo essere a Pisa, per il 100° Congresso Nazionale della SIF (Società di Fisica Italiana). Perciò: treno per Milano, arrivo a Milano alle 22.30, notte in un hotel accanto alla stazione e di nuovo treno da Milano a Pisa alle 8 della mattina seguente. La stanchezza, una volta giunte a Milano, iniziava a farsi sentire, come quando, entrata nell’hotel, ho detto al receptionist: “Buonasera, abbiamo una presentazion… ehm prenotazione”…

Pisa è un sacco bella. Nel pomeriggio abbiamo tenuto i nostri brevi talk di fronte a una platea di ben 13 persone, dopo di che siamo corse a vedere la torre pendente, finalmente libere, con la certezza di essere sopravvissute al tour de force. Infine, visto che non ero affatto stanca, prima di rientrare a Napoli ho pensato di fare un giro a Firenze.

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Sono passati 7 giorni dal mio rientro stabile a Napoli, e ancora quando la mattina suona la sveglia ci metto un po’ a far mente locale su dove mi trovo.  Ma siamo gggiovini… se non ci lamentiamo adesso …

Quando non rimarrà più niente

 

Questo l’ha scritto un mio amico. Si chiama Davide ed è uno in gamba.
Quando l’ho letto avevo gli occhi lucidi e tanta rabbia dentro, perché mi dispiace per lui, ma anche per noi: le sue parole, infatti, sono le parole di tanti giovani d’oggi che nonostante il talento e la voglia di lavorare vengono tagliati fuori dalla crisi e dagli errori passati e presenti dei politici.

 

Piccolo sfogo: per due volte in pochi mesi, due diverse redazioni giornalistiche mi tolgono quanto “promesso”, cioè un contratto da praticante, dopo settimane passate a rassicurarmi e a dirmi quanto sono bravo e quanto mi impegno. Tutte due le volte, a causa di una motivazione che non dipende da me: prima c’erano i soldi, ora ci sono le perdite, il momento è difficile, quindi non possiamo più assumere. Tutte due le volte, mortificati e dispiaciuti e tristi per la brutta notizia.
Ora, io per il momento tengo botta. Anche perché non credo di essere Indro Montanelli. Anche perché ci sono cose peggiori. Anche perché un impiego, al momento, ce l’ho. Non quello dei miei sogni, non per sempre, ma ce l’ho. E da quando mi sono laureato ce l’ho sempre avuto. E non ho mai lavorato gratis. Tanti di noi però lavorano gratis e devono dire anche grazie, perché tanti altri non hanno proprio niente e tanti tanti altri neanche ci sperano più. E quindi rimango.
Però quando non rimarrà più niente, quando l’ultimo ragazzo sarà partito per l’Australia o la Cina, quando non nasceranno più nuove famiglie e nuovi bambini, quando non ci saranno manco più le file per i provini del grande fratello, quando nessuno più voterà e ci sarà qualcuno pure peggio di Silviuccio mio, quando non ci saranno manco più gli stage a 800 euro al mese, quando non ci saranno manco più gli stage gratis, quando le università saranno ancora più vuote di studenti e più piene di imbecilli, quando neanche più i raccomandati troveranno nulla, quando neanche più quelli con due master quattro lauree e che parlano dieci lingue troveranno nulla, quando le strade saranno piene solo di pensionati e badanti e kebabbari, in quel momento anche io sarò da qualche altra parte a ridere e fregarmene e non vorrò sentire una cazzo di parola su quanto siamo disinteressati, svogliati, sfaticati, annoiati, bamboccioni, mammoni, frignoni, senza sogni, senza speranze, disimpegnati politicamente, senza pazienza, superficiali, stupidi, viziati, disillusi, montati, schizzinosi, choosy. Non vorrò sentire neanche una sillaba su quanto ah ai nostri tempi, ah quanti sacrifici ho fatto, ah pretendete tutto! ne dovete mangiare di pane duro!, ah io alla tua età ero mooolto meglio di te, ah vi lamentate vi lamentate ma non fate niente per cambiare le cose, ah dovete scendere in strada e spaccare tutto.
Perché sono convinto che tutti noi, in qualche modo, stiamo lottando. Ognuno con i propri mezzi e le proprie convinzioni e le proprie paure. Chi scendendo in piazza a spaccare tutto e chi mettendo giacca e cravatta ogni giorno. Chi svegliandosi alle 6 del mattino in una città non sua e chi consumandosi le dita sull’ennesimo curriculum che nessuno leggerà. Chi mettendo da parte l’orgoglio e chi inorgogliendosi ancora di più. Chi studiando come un matto e chi tentando con tutte le forze di credere in parole come mission, earnings, risultati, schedule, trimestrale, sacrifici.
Non sto allontanando le nostre responsabilità, come generazione e come singoli e come studenti e come lavoratori. E so di essere comunque tra i fortunati, sia come giovane italiano che come giovane europeo che come giovane essere umano.
Però aspetto il tonfo che questo bel paese farà. Non vedo l’ora. E non muoverò un dito.
Solo, cerchiamo di non restare sotto le macerie, per favore.

Davide Colapietro

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Libroscopio 2012: “L’uomo e la macchina. Quale futuro?”

Dal 23 Novembre al 1° Dicembre, a Noicàttaro, in provincia di Bari si rinnova l’appuntamento con il Libroscopio 2012, iniziativa che giunge alla sua 5^ edizione!

Potremmo definire il Libroscopio come una specie di Festival della Scienza del sud: una settimana di appuntamenti imperdibili, conferenze, dibattiti e laboratori organizzati dal Presidio del Libro di Noicàttaro.

Il tema di quest’anno è: L’uomo e la macchina. Quale futuro?

In un futuro che è già presente, l’ uomo dipende dalla tecnologia. Dall’intelligenza artificiale alle nuove antropologie, dal Bosone di Higgs alla robotica, fino all’approfondimento del rapporto che c’è tra anima e Ipad.
Durante questa settimana si discuterà delle implicazioni di un rapporto votato da un lato al progresso, dall’altro al dubbio. L’incontro inaugurale (23 nov) sarà tra Roberto Cordeschi (ordinario di Filosofia alla Sapienza di Roma) e Gianmarco Veruggio, ideatore della disciplina nota come “roboetica”, a metà tra l’ ingegneria e l’ etica. Nelle altre giornate si parlerà di nuove antropologie con Paolo Fabbri e Bruno Siciliano (24 nov), di come cambia la scuola, di come la ricerca può aiutare la prevenzione dell’ Alzheimer attraverso la narrazione (lo spiega la barese Stefania Bruno, il 27 novembre) o come un gioco informatico può insegnare ai bambini diabetici a controllare la salute. La forza della manifestazione, nata con la collaborazione di Regione, Presidi del libro, Università e Provincia di Bari, sta nei laboratori interattivi per studenti e curiosi della giornata di chiusura: si va dalla scoperta del planetario all’ attualità del doping – con Francesco Botrè, direttore del laboratorio Fmsi.

Per Scientificast.it, il podcast scientifico con cui collaboro, seguirò da vicino questa iniziativa e, oltre a intervistare i relatori che interverranno nelle varie giornate, se la connessione internet lo permetterà, trasmetteremo in diretta le conferenze.

Il programma completo è scaricabile qui.

Qualsiasi innovazione
tecnologica può essere pericolosa: il fuoco lo è stato
fin dal principio, e il linguaggio ancor di più; si può
dire che entrambi siano ancora pericolosi al giorno
d’oggi, ma nessun uomo potrebbe dirsi tale senza il
fuoco e senza la parola.
Isaac Asimov

Link:

http://ricerca.gelocal.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/11/06/libroscopio-una-settimana-con-la-scienza.html
http://www.antennasud.com/sezioni/news/cultura-spettacolo/luomo-e-la-macchina-nelledizione-2012-del-libroscopio/
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=calendario&opz=display&id=1606
http://www.presidiodellibronoicattaro.org/il-libroscopio-5-edizione-uomo-e-macchina-quale-futuro-ecco-il-programma-dellevento/

Su Einstein che batte neutrini 1-0 e altre simili sciocchezze

Già da ieri erano iniziati i primi rumors riguardanti un possibile errore strumentale trovato dal team di OPERA, che avrebbe inficiato il risultato presentato a Settembre dalla Collaborazione, secondo il quale i neutrini potrebbero viaggiare più veloci della luce.

Prima ancora di leggere il comunicato ufficiale rilasciato dal CERN, i telegiornali hanno annunciato che le misure erano sbagliate, concludendo con perle di saggezza del tipo:

“e questo ci dimostra la grandezza di un unico uomo [Einstein, nda] quando ancora non esistevano i computer”.

Ma il peggio è sui social networks, dove tutti, ma proprio tutti, oggi si sentono in dovere di commentare la notizia con frasi tipo:

“Einstein batte neutrini 1-0″

“Einstein è salvo”

“Oltre alla linguaccia Einstein fa il dito medio ai neutrini”

“Albert rules! He’s a boss!”

“La rivincita di Einstein”

“Einstein scialla!”      [al tg2 delle 13]

“Heinstein torna in pole position”       [sì, con l’h…]

o ancora:

“Nuova figura di m… per i neutrini italiani”

“Neutrini, che boiata colossale”

“Neutrini più veloci della luce: era solo una bufala”

E così via.

Anche la Gelmini non ha perso tempo e ha colto al volo l’occasione che le si presentava per dire la sua sciocchezza quotidiana, senza la minima vergogna:

Sarò noiosa, ma tutti questi commenti gratuiti mi infastidiscono.

A chi li scrive vorrei dire: “no, non avete capito niente di come funziona la scienza!”

Nella scienza, infatti, non c’è alcuna gara tra Einstein e i neutrini: (cito da un articolo pubblicato dopo settembre http://www.ilgalileo.eu/0601-einstein.html)

La cosa che probabilmente risulterebbe più sconvolgente per il grande pubblico [se il risultato sui neutrini superluminali fosse confermato, nda], però, sarebbe il colpo all’immagine di Einstein come grande guru infallibile, e al concetto di “teoria scientifica”. Troppo spesso, infatti, si sono trasformati l’immagine e il lavoro di alcuni scienziati in simboli, che vengono proposti ai profani da altri profani quali sacre icone intoccabili e perfette: nuove figure ieratiche che sostituiscono alla barba fluente e al cipiglio severo del profeta biblico capigliature scarmigliate, sorrisi ironici e linguacce estroflesse, mentre formule come E=mc2 assurgono a mantra della nuova era (e vengono pure usate in modo erroneo). Ben poco si fa invece per comprendere il significato fisico di tali formule, o anche solo lo spirito e l’atteggiamento intellettuale di questi personaggi.

L’eventuale crollo di un tale edificio ideologico sotto i colpi di una nuova scoperta avrebbe delle conseguenze facili da immaginare; crollerebbe una grande illusione mediatica, che però la comunità scientifica non si è mai sognata di alimentare. Eppure sarebbe proprio quest’ultima a pagare lo scotto più alto all’interno della società. Dal semplice “Einstein aveva sbagliato la predizione sui neutrini” si passerebbe a dire che “l’intera teoria di Einstein non è più valida” per poi dire che “la scienza fornisce soltanto teorie, non certezze” fino al liberi tutti: “una teoria è soltanto un’opinione e qualsiasi opinione è ugualmente valida” – cosa che si sente fin troppo spesso, specialmente ad opera dei sostenitori di teorie che di scientifico hanno solo il nome, come il “disegno intelligente della vita”.

Niente sarebbe più sbagliato, falso e intellettualmente disonesto di ciò. Per prima cosa, Einstein non ha sbagliato alcuna predizione sui neutrini… per il semplice fatto che la teoria einsteiniana precede di circa trent’anni la teorizzazione dei neutrini, che avvenne a metà degli anni Trenta ad opera di Pauli, Fermi e Heisenberg. […]

La teoria di Einstein rimane valida. Il cellulare che abbiamo in tasca continua a funzionare, grazie a onde elettromagnetiche il cui comportamento è perfettamente previsto dalla relatività speciale; il navigatore GPS delle nostre autovetture, e la parabola della TV satellitare, continuano a ricevere il segnale dai satelliti tenendo conto dell’effetto Doppler relativistico; e i nostri computer continuano a processare dati, e a ricevere informazioni via fibra ottica, in perfetto accordo con la teoria einsteiniana. La precessione del perielio di Mercurio continua ad essere ben spiegata dai calcoli di Einstein.

Einstein, nel formulare la sua teoria della relatività, la estendeva in realtà oltre quella galileiana-newtoniana, e la ricomprendeva all’interno della propria come caso speciale che si verifica a basse velocità. Ciò non distruggeva la validità del lavoro di Galilei e Newton, tant’è che ancora oggi il volo spaziale, anche interplanetario, è calcolato in termini newtoniani (il volo spaziale è un fenomeno “a bassa velocità” rispetto alle velocità relativistiche). Le nuove scoperte non spiegate da teorie precedenti, che però forniscono una buona modellizzazione di tanti fenomeni, non comportano l’annullamento di queste ultime, ma semplicemente una riscrittura e un’inglobazione del vecchio modello in uno di applicazione più generale o di precisione maggiore.

Appurato, dunque, che Einstein non andrebbe “in pensione” se i neutrini viaggiassero davvero a velocità superluminali, passiamo al secondo punto, ovvero aspettare le fonti ufficiali prima di aprir bocca.

Infatti, nel comunicato ufficiale del CERN (http://press.web.cern.ch/press/PressReleases/Releases2011/PR19.11E.html) si legge che le fonti di errore trovate sono due e che devono ancora essere confermate da ulteriori verifiche: una di queste tenderebbe a sovrastimare il tempo di volo misurato, mentre l’altra a sottostimarlo. Quindi i due effetti potrebbero compensarsi, lasciando invariato il risultato, o uno dei due potrebbe prevalere sull’altro e di conseguenza i neutrini potrebbero o viaggiare più lentamente della luce oppure ancora più velocemente. Fino a quando non saranno condotti ulteriori test, non si può giungere a nessuna conclusione.

E’ molto probabile che, alla fine di tutte le verifiche si troverà qualche inghippo per cui i neutrini non superano la velocità della luce, ma credo non sia questo il momento.
Si legge, ad esempio, sul blog di Roberto Battiston su Le scienze (http://battiston-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/02/22/riecco-i-neutrini-probabilmente-piu-lenti):

In linea di principio di due effetti tendono a cancellarsi, ma vi sono  ragioni per pensare che il primo effetto sia dominante sul secondo e che sia la causa dell’anomalia annunciata lo scorso settembre da Dario Autiero del CNRS di Lione, in un  seminario al CERN che ebbe  risonanza mondiale. L’articolo sottomesso dalla Collaborazione OPERA  per pubblicazione, e che stava venendo valutato dai referees, è stato quindi temporaneamente ritirato.

Con ogni probabilità verranno effettuate altre misure con particelle di alta energia (neutrini provenienti dal CERN a partire da aprile oppure  raggi cosmici di altissima energia) e solo queste misure dirette saranno in grado di fugare ogni dubbio residuo.

Concludo dicendo che in questa storia non ci sono, secondo me, figure di “merda”, come pensano in molti: nel presentare i propri risultati a settembre, infatti, la Collaborazione OPERA era stata estremamente prudente, scrivendo che ulteriori studi erano necessari per verificare che non ci fossero fonti d’errore sistematico non ancora considerate. Nessuna figuraccia quindi, ma soltanto il sano progredire della scienza che funziona e una prova della validità del metodo scientifico.

Cito dal blog di Borborigmi: (http://www.borborigmi.org/2012/02/23/prima-di-annunciare-un-risultato-eccezionale-meglio-controllare-tutti-i-connettori)

Nell’ambiente lo scetticismo sulla misura di OPERA non è mai sceso sotto il livello di guardia, e che ci fosse un problema sperimentale nascosto da qualche parte era l’opinione probabilmente più diffusa. Il sistema di misura del tempo di percorrenza di OPERA è incredibilmente complesso, e molti di noi sospettavano che l’inghippo potesse nascondersi. Ma ovviamente è facile fare gli sboroni con il senno di poi, e obiettivamente anche antipatico. In questo senso, penso sia giusto riconoscere a OPERA di aver mantenuto una certa cautela scientifica: la collaborazione non ha mai fatto nessuna dichiarazione roboante sulle potenziali implicazioni del risultato, ed ha sempre detto di aver bisogno di verifiche, e che la comunicazione alla comunità serviva principalmente per aver consigli e suggerimenti. In questo senso, se volete, la storia di OPERA è un esempio di ricerca scientifica sana: si misura qualcosa, si cerca di capire, non ci si riesce, si chiede consiglio, si progettano prove e verifiche indipendenti, eventualmente si trova un errore, si rettifica e si va avanti. E ci tengo a sottolineare che per il momento non sappiamo né se questi effetti sono confermati, né quantitativamente quale sarebbe l’impatto sulla misura. Non è escluso che alla fine l’impatto non riesca comunque a ridurre la misura della velocità al di sotto di quella della luce. Mi sembra presto per cantare vittoria.

Il problema è invece il baraccone mediatico costruito intorno, allora come adesso. Vi sfido a trovare un solo fisico che abbia dichiarato negli ultimi mesi che “Einstein è da mandare in soffitta”, che invece è stato probabilmente il titolo più gettonato da giornali ed agenzie. Giornali ed agenzie che oggi non mancano di titolare “la rivincita di Einstein” o roba simile, manco la scienza fosse una guerra a veder chi ha ragione e annientare chi non ce l’ha.

La ricostruzione dell'esperimento Gran Sasso. Una iniziativa italiana in collaborazione con il Cern e il Paese delle Meraviglie (Immagine di Massimo Gentile, http://iltunnelditalia.blogspot.com/2011/09/la-gelmini-il-cern-ed-il-tunnel-il.html)

Affonda la Costa Concordia: quanti cattivi presagi

1) Inaugurazione
Il rito scaramantico non va a buon fine: la bottiglia non si rompe.

 

 

Ne parla anche il Corriere (ma non è la sola testata giornalistica a farlo!):
http://video.corriere.it/costa-concordia-battesimo-mal-riuscito-/787b3e48-3ea5-11e1-8b52-5f77182bc574

 

2) Venerdì 13
Isola del Giglio, la Costa Concordia si incaglia: tre i morti e decine i dispersi

 

 

3) 2012

 

4) 4229 passeggeri a bordo (fonte tgcom24): 4+2+2+9 = 17
Secondo altre fonti (ansa.it) i passeggeri a bordo sono 4234: 4+2+3+4 = 13

5) Ancora 17 dispersi (fonte ansa.it, 15/02 ore 14.24)

Questo è quello che gira al momento per la rete. Con tutti questi presagi, l’incidente era praticamente inevitabile. Non ci volevano certo i Maya per predirlo, eppure nessun astrologo aveva annunciato la tragedia.
E’ il medioevo: immagino che adesso inizierà la caccia alle streghe che sicuramente erano presenti sulla nave.

Tu chiedi, Google ti risponderà

Come faremmo senza i motori di ricerca? Google ha la risposta ad ogni nostra curiosità (o quasi) e il bello è che ormai rivolgiamo direttamente a lui le nostre domande con tanto di punto interrogativo. E alcune fanno veramente ridere.

Ecco a voi una selezione delle più divertenti frasi cercate sui motori di ricerca con le quali la gente è giunta su questo blog e i link agli articoli a cui si riferiscono. In corsivo i miei commenti

 

Marra for ever (articoli: Alfonso Luigi Marra, Ruby Rubacuori e il signoraggio bancario Alfonso Luigi Marra, Sara Tommasi, Aida Yespica e il signoraggio, Marra: Obama cerca di farlo fuori, ma lui è ancora vivo…e Sara Tommasi ci spiega perché!)

  • download free libbri di alfonso luigi marra  [Legi molto?]
  • video su signoraggio che attira le persone  [Altro che calamite!]
  • perche la gente conosce poco il problema del signoraggio [sara l’ignoranza che dilaga!]


L’incredibile scoperta di Ofiuco e della precessione degli equinozi nel ventunesimo secolo (articoli: E poi arrivano loro con la scoperta dell’anno… , Niente paura, il vostro segno zodiacale è sempre lo stesso. Lo dice l’astrologo)

  • oroscopo del nuovo asse terrestre [Il vecchio asse s’era un po’ ammaccato.. abbiamo dovuto sostituirlo]
  • i nuovi segni zodiacali con il cambio dell’asse terrestre 2011 [Il cambio di stagione è sempre uno stress…]
  • é vero che con lo spostamento dell’asse terrestre si cambia segno zodiacale? [sì, si cambia più o meno come si fa con l’ora legale…]
  • ,ma veramente cambia l’oroscopo [,no, stia tranquillo]
  • io sono nato il 5 dicembre, ma sono del sagittario o dell’ ofiuco [non riesci a dormire senza saperlo, eh?]
  • per i nuovi segni zodiacali vengono assegnati solo ai nati del 2011?? [oh cielo…]
  • segno zodiacale padre figlio [oh cielo bis..]
  • il mio tema natale nulla si è verificato [Non vorrei dire ma.. te l’avevamo detto! E ora che farai?]


Cern-Gran Sasso, quanti dubbi! (articoli: Cara Mariastella, hai capito male…, MIUR, replica ridicola, Sui tunnel tecnologici e i neutrini che “sono viaggiati”)

  • cos’è il tunnel svizzera gran sasso [La più grande opera mai realizzata, praticamente a costo zero e senza neanche una protesta da parte degli ambientalisti!]
  • come si collegano il cern e il gran sasso [Internet, telefono, autostrade… dipende]
  • cosa collega il cern al gran sasso [la mafiaa…]
  • cosa c’entra gran sasso con cern [un tunnel!]
  • i neutrini hanno viaggiato sotto terra tra cern e gran sasso? [sì, ma senza tunnel!]
  • chi ha scavato il tunnel del cern? [Gli Umpa-Lumpa ovviamente!]
  • come trasferisco i neutrini [Dipende.. dove li vuoi trasferire? Sul tuo conto corrente?]
  • nessun tubo cern gran sasso [Acqua da tutte le parti]


Omeopatia doc! (articoli: Omeopata al pari di Paolino Paperino, Tutti omeopati? Ora non più, The 10:23 Challenge 2011)

  • anche i diplomati possono diventare omeopati? [Se sono abbastanza a digiuno di razionalità sì]
  • i farmaci omeopatici si possono usare, la chiesa e d accordo [Se lo dice la Chiesa allora siamo tutti più tranquilli]


Scrivere non è mai stato così difficile (articolo: Scrivere a mano è Rock!)

  • scrivere al computer [Bravo, lo stai facendo!]
  • tastiera lettere minuscole [togli il blocco MAIUSC e vedrai la differenza!]
  • movimenti per scrivere letterine [Facciamo una coreografia?]
  • scrivere indirizzo email a mano [Potrebbe essere un bel problema!]
  • scrivere indirizzo e-mail a penna [Anche questo è un bel problema.. chissà se si risolve come nel caso precedente!]
  • imparare a scrivere le lettere dell’alfabeto italiano con le frecce [Lo vorranno sapere gli indiani?]
  • nome della scrittura di harry potter [Volevi dire scrittrice?]


Poeti sensibili (articolo: La sensitiva con il potere degli antichi)

  • sensitiva maria io scrivo per te [<3]

 

Richieste hard

  • quanto e’ alta ruby rubacuori
  • dove posso vedere sara tommasi [prova dal fruttivendolo..]
  • vm 18 “questi contenuti potrebbero includere materiale segnalato”
  • programma per togliere i vestiti dalle foto rimanendo le parti intime

 

Dobbiamo avere paura?

  • addio davide di mauro [Ti ho voluto bene Davide!]
  • galati verde [verde, la speranza mai si perde! E poi magari mi dona!]
  • contro rosa contino [Rosa, ti sei messa nei guai]
  • non credo che starai bene d’ora in avanti [vogliamo scommettere?]


E infine…

  • anima posseduta serpentone [non ci sono più i mostri di una volta!] 

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