Consigli per la notte dei ricercatori 2017

La settimana della scienza all’insegna del “Made in Science” è già iniziata in 23 città italiane, con più di 300 eventi, ma domani, 29 settembre ci sarà l’evento più atteso dell’anno: la Notte Europea dei Ricercatori 2017.

Da 12 anni, la Notte dei Ricercatori si conferma come il più importante appuntamento europeo di comunicazione scientifica, grazie ai finanziamenti e al supporto della Comunità Europea. Si tratta di un evento di ampia portata, che coinvolge oltre 300 città europee, e in Italia è coordinata da Frascati Scienza.

Gli eventi sono tantissimi e potete trovarli qui: https://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2017/programma/

Come sempre ve ne segnalo alcuni tra quelli nelle città che mi sono più vicine:

A Napoli potrete trovare i ricercatori della Sezione INFN di Napoli, del Dipartimento di Fisica E. Pancini dell’Università Federico II e dell’istituto SPIN del CNR presso la stazione della metropolitana “Municipio” dalle 16:00 alle 22:30.

Inoltre, anche l’Associazione PONYS (Physics and Optics Naples Young Students) sarà presente, nello stesso luogo, con una serie di esperimenti di fisica “da tavolo” che, potete giurarci, vi stupiranno! Sono tantissimi, infatti, gli esperimenti che lasceranno grandi e piccoli a bocca aperta, stimolandone la curiosità.

A Bari gli eventi si tengono nel suggestivo Fortino di Sant’Antonio Abate, presso il Lungomare Imperatore Augusto, e presso lo Spazio Murat, in piazza del Ferrarese, dalle 11:00 a mezzanotte. Anche in questo caso le attività sono rivolte a tutte le età e comprendono esperimenti interattivi che mostreranno l’applicazione delle noiose formule studiate sui libri nella vita quotidiana. Inoltre, si terranno numerosi interventi divulgativi su alcuni aspetti della ricerca scientifica più all’avanguardia.

L’evento organizzato in collaborazione con il Dipartimento Interateneo di Fisica, il Dipartimento di Matematica ed il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, il Piano Nazionale delle Lauree Scientifiche (Fisica, Scienze dei Materiali e Matematica) e l’Istituto Nazionale di Alta Matematica “F. Severi”.

Si avvale inoltre della preziosa collaborazione dell’associazione no profit “Alumni Mathematica” che si occupa di divulgazione scientifica. L’evento ha inoltre il patrocinio dell’ARTI Puglia e del Comune di Bari.

A Frascati non perdetevi il “Luna Park della Scienza”, dalle 17:00 alle 24:00, dove, in varie piazze della città, la scienza passa attraverso il gioco e il divertimento! Scienziati, giocolieri, acrobati e trampolieri tutti insieme per spiegare, per esempio, la fissione nucleare giocando a bowling, o la chimica e la matematica con le bolle di sapone, fino ad arrivare agli equilibri ambientali col gioco EcoStrike.

Innumerevoli anche gli eventi lungo le Mura del Vadalier, come per esempio “Pianeti in una stanza”, “Micro nel Macro”, “Detectives! Indagini sulla biodiversità”, “Inside the net” e tanti tanti altri! Li trovate tutti sul programma ufficiale sopra linkato.

Mi raccomando, non mancate: la scienza vi aspetta!

 

Per maggiori informazioni:
http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2017
http://www.frascatiscienza.it

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Parco Avventura Scientifico a Scampia

Stamattina, insieme a quella potentissima squadra dei ragazzi dei PONYS (Physics & Optics Naples Young Students), sono andata nel parco di Scampia con l’intento di trasformarlo, per mezza giornata, in un “Parco avventura scientifico”. L’idea era di proporre ai bambini – ma non solo – tre percorsi tematici: Onde, Energia ed Elementi, ognuno fatto da tre tappe in cui venivano spiegati dei concetti di fisica, con l’aiuto di esperimenti costruiti con materiali semplici. Prima di iniziare un percorso venivano consegnati, oltre alla mappa del parco con le varie tappe, un quiz con tre domande e un “Passaporto scientifico”, su cui collezionare timbri per ogni tappa  completata. A questo si aggiungeva una postazione di Fisica dello Sport e una dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare). L’iniziativa fa parte del progetto “Rete dei Parchi”, organizzato dall’assessorato all’ambiente del Comune di Napoli per la riqualificazione dei parchi e dei quartieri disagiati di Napoli e rientra nella manifestazione internazionale “March for Science”, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e politica sui temi della ricerca scientifica.

Il progetto mi era piaciuto fin da subito, ma è inutile nascondere che sono partita con innumerevoli pregiudizi. Ho svuotato la borsa, evitato di portare il portafoglio e quasi fatto testamento. Ero pronta agli attacchi da parte degli “scugnizzi” e pensavo che ai bambini non sarebbe importato molto delle nostre spiegazioni, avrebbero distrutto il possibile e rubato il resto. Alcuni episodi del genere, infatti, si erano già verificati a Piazza del Plebiscito in occasione di Futuro Remoto, una manifestazione ben più controllata. Per la prima volta, inoltre, ero stata assegnata a “Fisica dello Sport”, dove ero sicura che i palloni usati per gli esperimenti avrebbero attirato i più… “irrequieti”.

Appena si entra a Scampia il degrado colpisce come uno schiaffo improvviso. Si passa da una città “normale” a un’altra dimensione, difficile da descrivere a parole. Non ci ero mai stata e non avendo nemmeno mai visto le serie tv o i film girati qui non avevo bene idea di cosa aspettarmi. Passando vicino alle Vele lo sconforto è tanto. C’è il Sole, ma in mezzo a quei palazzi regna l’oscurità. Nella penombra, tra i panni stesi, si distinguono una miriade di scale incrociate che vanno da un palazzo all’altro intrecciandosi e dando l’immagine tangibile di una società intricata e losca. Su Wikipedia ho letto che furono realizzate nell’ottica di un «progetto abitativo di larghe vedute» dall’architetto Franz Di Salvo, del quale sono l’opera che meglio rappresenta la «poetica architettonica dell’architetto». Poetica architettonica… Poetica… Poetica?

Passo oltre nel racconto, ma la vista di quei palazzi è qualcosa che continua a riapparirmi negli occhi, lasciando dentro di me un misto di angoscia e voglia di tornarci, capire, vedere da vicino.

Il parco è a due passi dalle Vele. È grande, molto grande, e tenuto benissimo. Ci sono prati verdi, giochi per i bambini, glicini. Un’oasi di pace che col Sole appare ancora più bella.

Ci sparpagliamo alle varie postazioni e man mano iniziano ad arrivare i bambini. Talvolta una marea di bambini tutti insieme. Sorridiamo spaventati nel vedere il primo gruppo marciare verso di noi. E poi l’incontro. Il terribile incontro con dei bambini meravigliosi, pieni di curiosità ed entusiasmo. Una miriade di caratteri diversi che vengono fuori come fuochi d’artificio, più spontaneamente – o almeno questa è stata la mia impressione – che altrove, forse perché la maggior parte erano lì da soli, senza genitori che li controllassero. Bimbe timide, ragazzini con la maglia del Napoli ed enormi brillantini all’orecchio, bambine con le trecce, bambini con gli occhiali. Tutti che volevano provare e quando avevano capito un meccanismo o un concetto chiamavano gli amichetti e tentavano di spiegarlo anche a loro, come se avessero appena compreso il segreto dietro una magia. Molti ci mostravano fieri il loro Passaporto scientifico pieno di timbri: “ho completato tutti e tre i percorsi e ho sbagliato una sola domanda!”. Bambini che chiedevano il permesso prima di salire sulla pedana rotante, pezzo forte delle nostre dimostrazioni, e quando poi dovevano girare la ruota, altro pezzo forte degli esperimenti che mostravamo, lo facevano insultandola in un gergo che capivo a stento, sperando che così andasse più veloce.

Quando è arrivato il momento di sbaraccare non volevano più andar via: “ci siete anche sabato prossimo?”, hanno chiesto speranzosi. Alcuni, piccoli scienziati in erba, erano intenti a inventare nuovi esperimenti mettendo insieme le cose che avevamo spiegato loro. Prima di andar via ci hanno restituito tutti i palloni, le palline, le corde.

Sono qui a raccontare di questa giornata appena trascorsa e ho gli occhi un po’ lucidi, perché più che in ogni altra occasione i bambini incontrati oggi mi hanno emozionato, e credo di ricordare quasi tutte le loro facce e i nomi di tutti quelli a cui l’abbiamo chiesto. Se oggi abbiamo dato qualcosa a questi bambini non è niente in confronto all’entusiasmo che loro hanno dato a me: ho abbattuto un pregiudizio.

Ps. #GoPONYSGo!

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