TEDxArendal: a great adventure!

A metà luglio, mentre tornavo a casa devastata da una cena troppo abbondante, mi arriva una mail.

Dear Giuliana,

We are wondering if you might be interested in giving a talk about your
work on our stage, TEDxArendal in September this year? Our event is on
September 8 and 9.

La mail continuava con numerosi dettagli sull’evento, che non facevano che crescere l’ansia e lo stupore. Per due notti non ho dormito e non sapevo se accettare o meno. I TED sono per me l’apice della divulgazione, ne ho visti a dozzine, e parlare a un TEDx era uno dei traguardi che, da poco più di un anno, mi ero data nella vita. Uno di quei traguardi irrealizzabili, che avrei cercato di realizzare “da grande”.

I TED talk hanno caratteristiche ben precise: durata tra i 3 e i 18 minuti, generalmente lingua inglese, fruibilità per un vasto pubblico. E anche uno scopo ben preciso: diffondere idee “worth spreading“, cioè che valga la pena diffondere, e “inspire people“, cioè essere fonte d’ispirazione.

Ero pronta già adesso? Sarei stata all’altezza? Il mio argomento era degno delle loro aspettative?

Alla fine ho accettato, ma solo perché ho pensato che certe occasioni vanno prese al volo. Ancora non sapevo esattamente a cosa andavo in contro…

PREPARE your talk • BOOK YOUR TRAVEL and tell us about it • DEADLINE slides August 25th • LAST ONLINE REHEARSALS August 30th • REHAERSE AS NEVER BEFORE and BE your talk • SLEEPLOVE your beloved ones • WE love you • YOU are going to do great at TEDxArendal • Have a safe travel • See you soon

Agosto è stato un mese delirante. A impegni lavorativi (e non) già presi precedentemente si è aggiunta la preparazione del talk. La più complicata che avessi mai affrontato.

Per fortuna gli organizzatori di TEDxArendal non mi hanno lasciato sola, ma hanno seguito passo passo la preparazione: il canovaccio del talk, le slide, le immagini… e una volta che tutto era pronto è iniziata la fase peggiore: “rehears, rehears, rehears as you never did before”. Inutile dire che dopo qualche giorno ero già stufa di ripetere. Mi svegliavo e dopo colazione ripetevo, camminavo ascoltando l’audio del talk, prima di andare a letto lo ripetevo di nuovo… La nausea!

Finalmente è suonata la sveglia alle 4.40 della mattina del 6 Settembre: rotta verso Arendal con 3 aerei, corse forsennate per non perdere le coincidenze e un’ora di auto. All’aeroporto trovo ad attendermi Tina, la mia Ambassador: ogni speaker, infatti, aveva come riferimento un volontario pronto ad accoglierci, farci sentire a nostro agio, aiutarci di fronte a qualunque problema, rispondere alle nostre richieste.

Arendal è un piccolo paesino, molto carino. La location del TEDx è un teatro moderno, enorme e bellissimo, di fronte a cui sono stati costruiti per l’occasione due dome (qui un video dall’alto). 150 volontari lavorano alla riuscita dell’evento e noi speaker siamo trattati e considerati come vip. Tre giorni passano in fretta, tra dressed rehearsal, cene con gli altri speaker, gli organizzatori e gli sponsor, pioggia quasi ininterrotta e un meraviglioso giro in barca tra i fiordi non appena il Sole ha fatto capolino.

Infine arriva il 9 sera, con la seconda e ultima sessione di talk, in cui è programmato anche il mio.

Dietro le quinte, nella green room riservata agli speaker, c’è un’atmosfera tesa ma gioiosa. Divani, frutta, cioccolata, patatine, cibo vario e bibite a disposizione (ma chi aveva fame con tutta quell’ansia??), uno psicologo pronto a rassicurarci e sostenere eventuali crisi d’ansia, truccatrici e camerini a disposizione per chi voleva concentrarsi e preferiva rimanere in isolamento. E poi, finalmente… il mio turno.

Inutile dire che al momento di entrare sul palco stavo cadendo e ho rischiato di fare un’entrata a sorpresa in scivolata. Non so come, ma sono riuscita a recuperare l’equilibrio, solo che il cuore, che già batteva all’impazzata prima, ha raddoppiato la velocità del battito, e per tutto il talk mi sentivo in trance, sopraffatta dal numero di persone che mi circondavano, dato che anche sul palco c’erano tre gradinate per lato con ulteriore pubblico. Il teatro era tutto pieno, mi hanno detto che c’erano almeno 750 spettatori. Le gambe non hanno mai smesso di tremare, mentre cercavo di muovermi con nonchalance sui tacchi.
Mentre ero su quel palco, nonostante tutta l’ansia, mi sono sentita per la prima volta “grande”. Non nel senso di brava, ma nel senso di adulta. Il sogno che volevo realizzare “da grande” era lì, sotto i miei piedi, e forse era lì perché, senza accorgermene, all’improvviso non ero più una ragazzina agli occhi degli altri e miei.

E… sono sopravvissuta!!! Finito il talk sono rientrata dietro le quinte e gente dello staff mai vista prima mi abbracciava calorosamente complimentandosi. La foto che segue non sarà quella in cui sono venuta meglio, ma è l’unico ricordo che ho della gioia immensa nel rientrare nella green room dopo il talk e unirmi a chi aveva stampato in viso l’aria rilassata di chi ormai ha finito!

…. End ….
23:30 – 01:30 Afterparty: meet the other speakers, the audience, hang out, dance, mingle, relax and enjoy!:) You’re done! You survived! Life is good.

Adesso, anche se sono passati un po’ di giorni e mi sembra sia passata una vita, non mi resta che ringraziare tutti, in ordine sparso, in varie lingue e sperando di non dimenticare nessuno…
[I really want to thank many of you, in random order, in different languages, and I hope not to forget anyone… and sorry if the post was in Italian!]

  • James, none of this would have happened if it wasn’t for you! Sometimes there are lucky and improbable coincidences in life and meeting you has been definitely one of these. Thank you also for changing the direction of my talk at the very last: it has been really challenging, but then I felt much more satisfied by it!
  • Céline, you’re a great organizer! Thanks for having followed the preparation of my talk… I’ll never forget you accepted to do a skype call at 8 am on Sunday in August!
  • Tina, the best ambassador ever! You’ve been fantastic, taking care of me like a friend, even if we had met just a couple of hours before!
  • Linda, Jenni and Marzia: you all helped me a lot improving my English grammar and my bad pronunciation… Grazie per la vostra infinita pazienza!
  • All the other speakers: you were all great and your talks were really inspiring! It has been very nice to share this adventure with you, including the anxiety before the talk and the joy after it! We all survived!
    Special greetings to some of you: Guro, that now is too young to solve the big gender problems in science research field, but with her battle for small changes is really trying to make the difference, and her fantastic parents; Sartaj, even if he didn’t show us his long hair, he impressed everyone with the combo “I’ll do a workshop on death and a talk on kamasutra!”; Miguel, with the incredible story of ThePancakeBot and the special, super tasty, TEDx pancakes; Jokke, that said he found more scary to go on the TEDx stage than jumping into the void wearing a wingsuit; the sweet Rachel; Oskar, not only a speaker but also the psychologist behind the scenes, ready to solve speakers’ panic attacks; Lene Marie for the strength she hides inside and her inspiring words; Dave, the boat trip mate; Angela, that -unfortunately for her- is not italian; Nancy that inside is younger than me, even if she was the older on stage; Håkon, that as me was “robbed” from the airport security for just extra 25ml; Svein, the best friend of the Lion King, and his wife; Anne Lise and her husband; Mozhgan; Svend; Karen; Venke; Aase Helene; Mike; and the others with whom I didn’t have chance to chat so much.
  • All the presenters, especially Yvonne, that wrote my presentation
  • Thanks to ALL the 150 volunteers, including the ones that I’ve never met, the ones that built the domes and did tons of stuff I don’t even imagine. This event was great and if Arendal has become one of the best TEDx is also because you’re a great team!
  • A special thanks goes to all the ambassadors, to the volunteers behind the scenes, to the ones I talked with or that helped me in something: I remember all of you, even if it’s hard to cite everyone.
  • Grazie a Paolo, per avermi fatto appassionare ai TED (e quindi, indirettamente, aver innescato la serie di eventi che mi ha portato fin qui) e per tutti i suggerimenti su come migliorare dal punto di vista comunicativo
  • Last, but not least, grazie agli amici e colleghi, che da ogni dove hanno tifato per me, mi hanno dato consigli, hanno seguito il mio viaggio e si sono sorbiti i miei racconti pieni di entusiasmo

 

E adesso? Dopo questa esperienza sono diventata TEDx-Addicted. Non ho ancora un nuovo obiettivo per quando sarò grande, ma so che voglio ripetere l’esperienza!

“What we can learn from neutrinos is that particle physics connects us all”

 

Ps. il video non è ancora disponibile, quando lo sarà lo linkerò anche se mi vergogno tantissimo. Promesso!

AGGIORNAMENTO 17/10/17: Ecco il tanto atteso video.. ma solo perché ve l’avevo promesso: https://www.youtube.com/watch?v=wtoDRhWD5RA.

Fatemi sapere che ne pensate!

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Su Einstein che batte neutrini 1-0 e altre simili sciocchezze

Già da ieri erano iniziati i primi rumors riguardanti un possibile errore strumentale trovato dal team di OPERA, che avrebbe inficiato il risultato presentato a Settembre dalla Collaborazione, secondo il quale i neutrini potrebbero viaggiare più veloci della luce.

Prima ancora di leggere il comunicato ufficiale rilasciato dal CERN, i telegiornali hanno annunciato che le misure erano sbagliate, concludendo con perle di saggezza del tipo:

“e questo ci dimostra la grandezza di un unico uomo [Einstein, nda] quando ancora non esistevano i computer”.

Ma il peggio è sui social networks, dove tutti, ma proprio tutti, oggi si sentono in dovere di commentare la notizia con frasi tipo:

“Einstein batte neutrini 1-0”

“Einstein è salvo”

“Oltre alla linguaccia Einstein fa il dito medio ai neutrini”

“Albert rules! He’s a boss!”

“La rivincita di Einstein”

“Einstein scialla!”      [al tg2 delle 13]

“Heinstein torna in pole position”       [sì, con l’h…]

o ancora:

“Nuova figura di m… per i neutrini italiani”

“Neutrini, che boiata colossale”

“Neutrini più veloci della luce: era solo una bufala”

E così via.

Anche la Gelmini non ha perso tempo e ha colto al volo l’occasione che le si presentava per dire la sua sciocchezza quotidiana, senza la minima vergogna:

Sarò noiosa, ma tutti questi commenti gratuiti mi infastidiscono.

A chi li scrive vorrei dire: “no, non avete capito niente di come funziona la scienza!”

Nella scienza, infatti, non c’è alcuna gara tra Einstein e i neutrini: (cito da un articolo pubblicato dopo settembre http://www.ilgalileo.eu/0601-einstein.html)

La cosa che probabilmente risulterebbe più sconvolgente per il grande pubblico [se il risultato sui neutrini superluminali fosse confermato, nda], però, sarebbe il colpo all’immagine di Einstein come grande guru infallibile, e al concetto di “teoria scientifica”. Troppo spesso, infatti, si sono trasformati l’immagine e il lavoro di alcuni scienziati in simboli, che vengono proposti ai profani da altri profani quali sacre icone intoccabili e perfette: nuove figure ieratiche che sostituiscono alla barba fluente e al cipiglio severo del profeta biblico capigliature scarmigliate, sorrisi ironici e linguacce estroflesse, mentre formule come E=mc2 assurgono a mantra della nuova era (e vengono pure usate in modo erroneo). Ben poco si fa invece per comprendere il significato fisico di tali formule, o anche solo lo spirito e l’atteggiamento intellettuale di questi personaggi.

L’eventuale crollo di un tale edificio ideologico sotto i colpi di una nuova scoperta avrebbe delle conseguenze facili da immaginare; crollerebbe una grande illusione mediatica, che però la comunità scientifica non si è mai sognata di alimentare. Eppure sarebbe proprio quest’ultima a pagare lo scotto più alto all’interno della società. Dal semplice “Einstein aveva sbagliato la predizione sui neutrini” si passerebbe a dire che “l’intera teoria di Einstein non è più valida” per poi dire che “la scienza fornisce soltanto teorie, non certezze” fino al liberi tutti: “una teoria è soltanto un’opinione e qualsiasi opinione è ugualmente valida” – cosa che si sente fin troppo spesso, specialmente ad opera dei sostenitori di teorie che di scientifico hanno solo il nome, come il “disegno intelligente della vita”.

Niente sarebbe più sbagliato, falso e intellettualmente disonesto di ciò. Per prima cosa, Einstein non ha sbagliato alcuna predizione sui neutrini… per il semplice fatto che la teoria einsteiniana precede di circa trent’anni la teorizzazione dei neutrini, che avvenne a metà degli anni Trenta ad opera di Pauli, Fermi e Heisenberg. […]

La teoria di Einstein rimane valida. Il cellulare che abbiamo in tasca continua a funzionare, grazie a onde elettromagnetiche il cui comportamento è perfettamente previsto dalla relatività speciale; il navigatore GPS delle nostre autovetture, e la parabola della TV satellitare, continuano a ricevere il segnale dai satelliti tenendo conto dell’effetto Doppler relativistico; e i nostri computer continuano a processare dati, e a ricevere informazioni via fibra ottica, in perfetto accordo con la teoria einsteiniana. La precessione del perielio di Mercurio continua ad essere ben spiegata dai calcoli di Einstein.

Einstein, nel formulare la sua teoria della relatività, la estendeva in realtà oltre quella galileiana-newtoniana, e la ricomprendeva all’interno della propria come caso speciale che si verifica a basse velocità. Ciò non distruggeva la validità del lavoro di Galilei e Newton, tant’è che ancora oggi il volo spaziale, anche interplanetario, è calcolato in termini newtoniani (il volo spaziale è un fenomeno “a bassa velocità” rispetto alle velocità relativistiche). Le nuove scoperte non spiegate da teorie precedenti, che però forniscono una buona modellizzazione di tanti fenomeni, non comportano l’annullamento di queste ultime, ma semplicemente una riscrittura e un’inglobazione del vecchio modello in uno di applicazione più generale o di precisione maggiore.

Appurato, dunque, che Einstein non andrebbe “in pensione” se i neutrini viaggiassero davvero a velocità superluminali, passiamo al secondo punto, ovvero aspettare le fonti ufficiali prima di aprir bocca.

Infatti, nel comunicato ufficiale del CERN (http://press.web.cern.ch/press/PressReleases/Releases2011/PR19.11E.html) si legge che le fonti di errore trovate sono due e che devono ancora essere confermate da ulteriori verifiche: una di queste tenderebbe a sovrastimare il tempo di volo misurato, mentre l’altra a sottostimarlo. Quindi i due effetti potrebbero compensarsi, lasciando invariato il risultato, o uno dei due potrebbe prevalere sull’altro e di conseguenza i neutrini potrebbero o viaggiare più lentamente della luce oppure ancora più velocemente. Fino a quando non saranno condotti ulteriori test, non si può giungere a nessuna conclusione.

E’ molto probabile che, alla fine di tutte le verifiche si troverà qualche inghippo per cui i neutrini non superano la velocità della luce, ma credo non sia questo il momento.
Si legge, ad esempio, sul blog di Roberto Battiston su Le scienze (http://battiston-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/02/22/riecco-i-neutrini-probabilmente-piu-lenti):

In linea di principio di due effetti tendono a cancellarsi, ma vi sono  ragioni per pensare che il primo effetto sia dominante sul secondo e che sia la causa dell’anomalia annunciata lo scorso settembre da Dario Autiero del CNRS di Lione, in un  seminario al CERN che ebbe  risonanza mondiale. L’articolo sottomesso dalla Collaborazione OPERA  per pubblicazione, e che stava venendo valutato dai referees, è stato quindi temporaneamente ritirato.

Con ogni probabilità verranno effettuate altre misure con particelle di alta energia (neutrini provenienti dal CERN a partire da aprile oppure  raggi cosmici di altissima energia) e solo queste misure dirette saranno in grado di fugare ogni dubbio residuo.

Concludo dicendo che in questa storia non ci sono, secondo me, figure di “merda”, come pensano in molti: nel presentare i propri risultati a settembre, infatti, la Collaborazione OPERA era stata estremamente prudente, scrivendo che ulteriori studi erano necessari per verificare che non ci fossero fonti d’errore sistematico non ancora considerate. Nessuna figuraccia quindi, ma soltanto il sano progredire della scienza che funziona e una prova della validità del metodo scientifico.

Cito dal blog di Borborigmi: (http://www.borborigmi.org/2012/02/23/prima-di-annunciare-un-risultato-eccezionale-meglio-controllare-tutti-i-connettori)

Nell’ambiente lo scetticismo sulla misura di OPERA non è mai sceso sotto il livello di guardia, e che ci fosse un problema sperimentale nascosto da qualche parte era l’opinione probabilmente più diffusa. Il sistema di misura del tempo di percorrenza di OPERA è incredibilmente complesso, e molti di noi sospettavano che l’inghippo potesse nascondersi. Ma ovviamente è facile fare gli sboroni con il senno di poi, e obiettivamente anche antipatico. In questo senso, penso sia giusto riconoscere a OPERA di aver mantenuto una certa cautela scientifica: la collaborazione non ha mai fatto nessuna dichiarazione roboante sulle potenziali implicazioni del risultato, ed ha sempre detto di aver bisogno di verifiche, e che la comunicazione alla comunità serviva principalmente per aver consigli e suggerimenti. In questo senso, se volete, la storia di OPERA è un esempio di ricerca scientifica sana: si misura qualcosa, si cerca di capire, non ci si riesce, si chiede consiglio, si progettano prove e verifiche indipendenti, eventualmente si trova un errore, si rettifica e si va avanti. E ci tengo a sottolineare che per il momento non sappiamo né se questi effetti sono confermati, né quantitativamente quale sarebbe l’impatto sulla misura. Non è escluso che alla fine l’impatto non riesca comunque a ridurre la misura della velocità al di sotto di quella della luce. Mi sembra presto per cantare vittoria.

Il problema è invece il baraccone mediatico costruito intorno, allora come adesso. Vi sfido a trovare un solo fisico che abbia dichiarato negli ultimi mesi che “Einstein è da mandare in soffitta”, che invece è stato probabilmente il titolo più gettonato da giornali ed agenzie. Giornali ed agenzie che oggi non mancano di titolare “la rivincita di Einstein” o roba simile, manco la scienza fosse una guerra a veder chi ha ragione e annientare chi non ce l’ha.

La ricostruzione dell'esperimento Gran Sasso. Una iniziativa italiana in collaborazione con il Cern e il Paese delle Meraviglie (Immagine di Massimo Gentile, http://iltunnelditalia.blogspot.com/2011/09/la-gelmini-il-cern-ed-il-tunnel-il.html)

Un podcast che parla di scienza

Da qualche mese a questa parte c’è una nuova attività che occupa parte del mio (praticamente inesistente) tempo libero ed è la collaborazione con il podcast Scientificast.it.
Si tratta di un podcast che si propone di portare alle orecchie di un pubblico appassionato informazioni, news e concetti di carattere scientifico con un taglio divulgativo e il più possibile divertente.

A condurre il podcast sono Paolo Bianchi  (a.k.a. PB, dottore in chimica, blogger e tra i primi podcaster indipendenti in Italia nel 2006 con The Everyday Show) e Simone Angioni (PhD in chimica, blogger, collaboratore del CICAP). Insieme a loro una piccola squadraMarco Zambianchi (appassionato di spazio ed astronautica, co-fondatore dell’associazione ISAA (Italian Space and Astronautics Association), fondatore e speaker del podcast Astronauticast), Giuliano Greco (ricercatore nel campo della biologia marina presso il CNR di Genova)Silvia De Stefano (Laureata in Fisica, attualmente lavora come ricercatrice presso l’Istituto di Biofisica del CNR di Genova per il quale si occupa di studi riguardanti proteine umane coinvolte in malattie genetiche rare) e.. la sottoscritta!

Sinceramente, non avrei mai pensato di intervenire in un podcast, ma devo ammettere che quest’esperienza mi sta piacendo ed entusiasmando parecchio, perciò ringrazio di cuore Paolo e Simone per avermi coinvolto e dato quest’opportunità.

Quest’ultimo periodo è stato piuttosto elettrizzante dal punto di vista scientifico, in particolar modo per la fisica delle particelle: neutrini che forse vanno più veloci della luce, i primi (ancora incerti) piccoli segnali sull’esistenza del bosone di Higgs… e ovviamente a Scientificast ci siamo occupati di tutti questi argomenti!

Al bosone di Higgs abbiamo dedicato una puntata speciale monotematica, che dopo due settimane di duro lavoro è stata finalmente messa online stanotte (cliccate sulla figura!):

Se l’ascolterete, spero la troverete interessante. Abbiamo fatto del nostro meglio e perdonate eventuali sviste ed errori che possono sfuggire tra ansia, fretta, stanchezza e problemi vari.

Un’altra puntata che voglio segnalarvi è quella in cui ho intervistato la prof.ssa M.T. Muciaccia, responsabile nazionale dell’esperimento OPERA, sui neutrini superluminali. La trovate nel terzo episodio a partire dal min. 19.

Se le scienze vi piacciono, dalla chimica alla biologia, dalla fisica all’astronomia, e cercate qualcosa che vi faccia passare il tempo in modo divertente mentre guidate, fate jogging, lavate i piatti, ecc… non vi resta che scaricare tutte le puntate del podcast! Potete anche abbonarvi gratuitamente tramite iTunes, diventare fan della nostra pagina su Facebook e seguirci su Twitter.

PS: La scienza è bellissima, e ancor più bello è riuscire a trovare qualcuno che cerca, con passione, di spiegare con parole  semplici questo e altro:

Sui tunnel tecnologici e i neutrini che “sono viaggiati”

Cara Mariastella,

è il terzo post (qui e qui i due precedenti) che dedico ai tuoi errori e non so più se riderne o piangerne: non riesci proprio a farne una giusta, eh?

E’ di ieri (09/10/11) questo articolo su Repubblica:

L’INTERVISTA

“Pronta ad ascoltare la protesta
A Giulio dico: basta tagli sulla scuola”

I cortei, i fondi, i dati taroccati, la gaffe sul tunnel. Parla Maria Stella Gelmini. “Non sono più disposta a sopportare una diminuzione dei finanziamenti”. La gaffe? “Il vero errore è stata la replica. Bastava chiedere scusa e farci su un po’ di ironia”

 

E questa volta si tratta di una intervista, non puoi dare la colpa a qualcun altro… ma andiamo subito a vedere con quale perla di saggezza hai illuminato le nostre menti questa volta:

Quel giorno eravate al Quirinale, avevate affidato il comunicato a un giovane, non l’avete controllato.

“Al primo incidente di percorso ho pagato un prezzo alto, sono stata travolta dalla velocità di internet e dalla replica sbagliata: il secondo comunicato parlava di polemiche strumentali e non erano parole mie. Bastava chiedere scusa, e farci su un po’ d’ironia.

Brava, Marystar, hai detto una cosa giusta, peccato che poi hai proseguito dicendo:

So che non esiste un tunnel da Ginevra al Gran Sasso, ho visitato il Cern e non ho visto tunnel. Bastava mettere quella parola tra virgolette e aggiungere tecnologico, “il “tunnel tecnologico” dentro il quale sono viaggiati i neutrini”.

CHE???????????????????? O_o

Tunnel TECNOLOGICO? E c0s’è un tunnel tecnologico? Non c’è nessun tunnel! NESSUNO! Di nessun tipo!! Abbiamo cercato di spiegartelo in tutti modi, ma a quanto pare non c’è speranza…

Sono curiosa di capire: nella tua fervida fantasia, cosa sarebbe un tunnel tecnologico? Uno con “atomogrill” di ultima generazione???

Del resto non mi stupisce che, quando sei andata al CERN non abbia visto tunnel, non credo che si possa entrare per visite turistiche negli acceleratori… e se anche supponessimo per assurdo che esistesse un tunnel per neutrini dal CERN al Gran Sasso, pensavi forse di percorrerlo tutto a piedi??
Tuttavia immagino che qualcosa ti abbiano spiegato, ti avranno mostrato almeno qualche foto… il CERN è tutto un tunnel!
Ma probabilmente, dice un mio amico, sarà andata così:

-Ministro benvenuta al CERN, è pronta per il giro turistico?
-Certo, avete la mia più completa attenzione!

E vogliamo parlare del “sono viaggiati”? SONO viaggiati??? Passi per la fisica, passi pure la logica, ma nemmeno l’italiano sai? E sei il nostro MINISTRO DELL’ISTRUZIONE????????????

Copio dal Garzanti, giusto per rendere chiaro che non esistono eccezioni:

viaggiare
Sillabazione/Fonetica: [viag-già-re]
Etimologia: Deriv. di viaggio
v. intr. [io viàggio ecc. ; aus. avere]

 

Mia cara Mariastella, nei post precedenti ti avevo consigliato di contare fino a 10 prima prima di aprir bocca e di verificare (è sufficiente Google!) ciò di cui parli, ma visto come procedono le cose ti dò un altro consiglio: STAI ZITTA, è meglio!


Miur, replica ridicola

Cara Maristella,

sono sempre io, ti ho scritto anche ieri. Mi chiedevo se avessi letto la rettifica che il MIUR ha pubblicato ieri per riparare alla tua gaffe e volevo sapere: ma vi sembriamo così idioti???

L’ufficio stampa del Ministero precisa che, ovviamente, il tunnel di cui si parla nel comunicato di ieri, non è per nessuna ragione intendibile come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso. Questo è di facile intuizione per tutti e la polemica è assolutamente strumentale. Il tunnel a cui si fa riferimento è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso. Alla costruzione di questo tunnel e delle infrastrutture collegate l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. Questa polemica è dunque destituita di fondamento ed è assolutamente ridicola.

Mi sembra chiaro che dietro a questi comunicati ci debba essere un comico in vena di battute, perché suvvia… non è possibile definire questa scoperta “vittoria epocale” (vedi comunicato del 23/09/11), così come non è possibile sostenere che la frase “alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso” non sia “per nessuna ragione intendibile come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso”.

Suvvia, Marystar, un po’ di dignità! Non ti bastano le battute che inarrestabili già circolano sulla rete? Ti prendono in giro persino su Famiglia Cristiana, dove hanno pubblicato un esilarante dialogo tra te e un neutrino:

Buonasera, cercavo il signor Neutrino.
  “Sono io, mi dica, con chi parlo?
Sono Mariastella Gelmini.

“Ah…ah…ah…”
Non rida per favore e mi ascolti…

“Ih…ih…ih….”
Non rida!!!
A proposito: sto guidando, se cade la linea è perchè sono in galleria…. le è piaciuta questa?”
Per niente, rallenti e mi ascolti: lei mi ha rovinata!
  “Guardi che ha fatto tutto da sola! Sono due ore che sono su Twitter e… non ridevo così dai tempi di Totò al Giro d’Italia”.
Io ho solo scritto un comunicato per congratularmi col Cern di Ginevra!

“E ha scritto che per superare la velocità della luce io percorro un tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso!”.
Non posso sapere sempre tutto… 

“Tra Ginevra e il Gran Sasso ci sono 730 chilometri, se l’immagina un tunnel lungo 730 chilometri? Quindici volte circa quello sotto la Manica, che è 50 chilometri, 45 volte il Gottardo!”.
Ma allora scusi, come fa…
“I neutrini passano attraverso la roccia, che per un neutrino, date le dimensioni infinitesimali, è come se non esistesse. Percorriamo i 730 chilometri in linea d’aria. Poi, una volta arrivati nei laboratori sotto il Gran Sasso, veniamo intercettati da mattoncini di piombo e lastrine forografiche. Una sorta di fotofinish”
Comunque la polemica è falsa e pretestuosa.
“Andiamo! Lei pensava a un tunnel vero! Magari con la dogana, il telepass e le soste all’autogrill, con tanto di Polstrada: chi siete? Dove andate? Siamo due neutrini. Patente e libretto”.
Senta, signor Neutrino, mi deve aiutare a uscirne. Ormai è un tormentone, sul Web mi chiamano Mariastella Neutrini. Solo lei, riconoscendo che il vostro esperimento deve molto al ministero del’Istruzione, può difendermi.

“Sì certo, come no, l’aiuterò a cercare una luce in fondo al tunnel”.
Ecco sì, mettiamola così, una luce in fondo al tunnel… 

“Mi spiace, ha scelto la particella sbagliata, io la luce nel tunnel la supero”.
Ma tutte quelle battute… 

“E come no? Ne ho letto di bellissime. Attenzione, code di neutrini sotto il Gran Sasso, traffico rallentato tra Ronco Bilaccio e Barberino del Mugello. Com’è che il Tom Tom non lo segnala?”.
La smetta!

“E senta questa, l’ho trovata su Facebook: e guidare nel tunnel a fari spenti nella notte per vedere/dove il neutrino va a morire”.
La prego, la smetta non faccia il … materialone! 

“Guardi che se c’è uno che non può essere chiamato materialone sono io. Sono una particella elementare. Subatomica. Le piace Harry Potter?”.
Potter il filosofo?

“No, quello è Popper. Harry Potter il maghetto, senta questa: si informano i signori passeggeri che il binario 9 e 3/4 non conduce a Hogwarts, ma al Cern di Ginevra”.
Io volevo solo celebrare un avvenimento scientifico di fondamentale importanza, epocale, direi…e invece è tutto il giorno che mi prendono in giro, insegnanti, studenti, bidelli, lo hanno già ribattezzato il Tunnel Gelmini. 

“E come no? Il Tunnel Gelmini comparirà nella terza prova della maturità 2012. Quanto è lungo? A: 3km. B:1metro e 70 cm. C: Ventimila leghe sotto i mari”.
L’avevo pregata di smetterla!!!

Aspetti, l’ultima: “Neutrini fuori dal tunnel, ora si cerca il pusher che li ha riforniti”.
Ora basta! A questo punto mi rivolgerò al Premier e gli chiederò di chiudere il Cern di Ginevra, finanziato coi fondi del Governo italiano. Altro che Nobel, vi ritroverete a montare orologi a cucù, lei e quel supponente di Rubbia…

“Non credo proprio. Il premier Berlusconi, appresa la notizia, ha dichiarato: ne voglio uno anch’io, da Villa Certosa a Palazzo Grazioli”.

Non prendertela, Mariastella, lo sappiamo che probabilmente quel comunicato non l’hai neanche scritto tu e che avevi capito “neutreni” invece di “neutrini”, ma che dici, forse, la prossima volta, prima di scrivere castronerie non sarebbe meglio contare fino a 10 e fare una piccola verifica?

Sempre cordiali saluti,

Giuliana Galati

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Altri link sull’argomento:

Cara Mariastella, hai capito male…

Cara Mariastella,

sono sicura che il tuo plauso e le tue congratulazioni agli scienziati dell’esperimento OPERA saranno molto graditi, ma permettimi di informarti che hai fatto la tua ennesima gaffe. In questo comunicato Stampa, infatti, ti mostri fiera del finanziamento di 45 milioni di euro per la

“costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento”

ma mi dispiace, ti hanno informata male: non c’è nessun tunnel che collega il CERN al Gran Sasso… i neutrini viaggiano sotto terra senza bisogno di scavare tunnel perchè sono così piccoli, ma così piccoli, ma così piccoli che possono percorrere più di 700 km sotto terra senza interagire con la materia! Anzi, tu pensa che l’esperimento OPERA è stato progettato proprio al fine di determinare se i neutrini abbiano o meno massa…

Disegno schematico della traiettoria del fascio CNGS (Cern Neutrinos to Gran Sasso)

Comunque è bello pensare che, secondo te, per scavare 732 km di tunnel, attraversando persino le Alpi, basti un contributo di 45 milioni di euro.. pari a quello che spendete per MEZZO CHILOMETRO DI ALTA VELOCITA’ FERROVIARIA

Non ancora appagata per la baggianata scritta, continui il comunicato dicendo:

“Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione”

Sì, certo, e infatti i ricercatori italiani ti ringraziano affettuosamente dal tetto del CERN con striscioni dal significato inequivocabile…

Altre foto qui: http://www.repubblica.it/scuola/2010/11/29/foto/i_ricercatori_del_cern_contro_la_gelmini-9638554/1/

Mia cara Maristella, ti rivolgo il mio plauso e le mie congratulazioni per per essere riuscita a scrivere così tante sciocchezze in solo 8 righi e ti prego di portare le mie congratulazioni anche al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per aver pubblicato tale comunicato sul suo sito.

Cordiali saluti,

Giuliana Galati

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